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mercoledì 20 dicembre 2017

IL PIANETA DEL SIGNORE ANU: "E' SORTA L'IMMAGINE DEL CREATORE"

I testi sumeri che narrano degli eventi più importanti nella saga dell’umanità forniscono indicazioni precise relative alle apparizioni periodiche del pianeta degli Anunnaki – che si verificarono approssimativamente ogni 3600 anni – e sempre in concomitanza di congiunzioni cruciali nella storia della Terra e dell’umanità. Fu in questo periodo che il pianeta venne chiamato Nibiru, e la sua raffigurazione glifica – persino agli albori di Sumer – era la Croce. Quella narrazione aveva inizio con il Diluvio.

Diversi testi che raccontano di questa catastrofe la mettono in relazione con la comparsa del dio celeste, Nibiru, nell’Era del Leone (nel 10.900 a.C. circa), che misurava le “acque del profondo”. Altri testi, invece, descrivevano la comparsa di Nibiru ai tempi del Diluvio come una stella radiante e lo raffigurarono di conseguenza. 

Quando il sapiente griderà
“Alluvione!”
È il dio Nibiru […]
Il Signore la cui corona
brillante è carica di terrore;
Ogni giorno, egli arde entro
il Leone.

Il pianeta fece ritorno, fu di nuovo visibile e diventò ancora “Nibiru” quando, a metà dell’VIII millennio a.C. all’umanità vennero date pastorizia e agricoltura; raffigurazioni (su sigilli cilindrici) che illustrano l’inizio dell’agricoltura usavano il segno della croce per mostrare Nibiru visibile nei cieli della Terra (foto accanto). In un’altra occasione, sicuramente più memorabile per i Sumeri, il pianeta era ancora visibile quando, nel 4000 a.C. circa, nell’Era del Toro, Anu e Antu giunsero sulla Terra nel corso di una visita di stato. La città che, nei millenni successivi, sarebbe stata conosciuta come Uruk fu eretta in loro onore; in loro onore venne eretto uno ziggurat, dai gradoni del quale con l’avanzare della notte era possibile osservare la comparsa dei pianeti all’orizzonte. Quando i sacerdoti-astronomi scorsero Nibiru, levarono un grido: «È sorta l’immagine del Creatore!» e tutti i presenti eruppero in inni di lode per il «pianeta del Signore Anu».

Costellazione del Leone con il passaggio di Nibiru
La comparsa di Nibiru all’inizio dell’Era del Toro significava che all’inizio della levata eliaca (ossia quando inizia l’alba ma l’orizzonte è ancora sufficientemente scuro da consentire di osservare le stelle), la costellazione era quella del Toro. Ma Nibiru, che si muoveva rapidamente nella sua orbita attorno al Sole, compiva un arco nei cieli, ridiscendeva e tagliava l’eclittica nel punto dell’Attraversamento. 

Lì era possibile osservare il passaggio sullo sfondo della costellazione del Leone. Diverse raffigurazioni, su sigilli cilindrici e su tavolette astronomiche, usavano il simbolo della croce perindicare l’arrivo di Nibiru, quando la Terra si trovava nell’Era del Toro e il suo attraversamento veniva osservato nella costellazione del Leone (raffigurazione su sigillo cilindrico, figura sopra, e come illustrato nella figura a lato).

Il cambio dal simbolo del disco alato al segno della croce non era dunque un’innovazione: era un ritorno al modo in cui era stato raffigurato in precedenza il Signore Celeste – ma solo quando nella sua grande orbita attraversava l’eclittica e diventava “Nibiru”. Come nel passato, la rinnovata esposizione del segno della croce significava il riapparire, il tornare alla vista, il RITORNO. 


Z.SITCHIN




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