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giovedì 2 novembre 2017

ERA GIUNTA L'ERA DELL'ARIETE: INNALZIAMO UN ESAGIL

Raffigurazione astronomica nel tempio di Dendera
Alla fine del XXI secolo a.C. il ricorso alle armi nucleari segnò bruscamente l’inizio dell’era di Marduk. Sotto tutti i punti di vista fu una vera e propria New Age, anche nell’accezione odierna del termine. Il suo maggiore paradosso è che, mentre costrinse l’uomo a rivolgere la propria attenzione verso il cielo, riportò sulla Terra proprio gli dèi del cielo. I cambiamenti di quella New Age hanno ancora oggi ripercussioni su di noi.
Per Marduk si trattò di riparare a un torto, di soddisfare un’ambizione, di realizzare le profezie. Il prezzo pagato – la desolazione di Sumer, la fuga dei suoi dèi, la decimazione del suo popolo – non era opera sua. Semmai, coloro che erano morti avevano subito la giusta punizione per aver ostacolato il Destino. 

L’imprevista tempesta nucleare, il Vento del Male e la sua rotta, che sembravano guidati in maniera selettiva da una mano invisibile, non fecero altro che confermare ciò che proclamavano i Cieli: era giunta l’era di Marduk, dell’Ariete. Il passaggio dall’Era del Toro all’Era dell’Ariete venne festeggiata e celebrata, in particolare, nella patria di Marduk, l’Egitto. Raffigurazioni astronomiche dei cieli (come quella del tempio di Dendera) mostravano la costellazione dell’Ariete quale punto focale del ciclo zodiacale.

Costellazione zodiacale
Elenchi di costellazioni zodiacali non cominciavano con il Toro, come a Sumer, bensì con l’Ariete (vedi fig. a lato). Le espressioni più imponenti erano le fila di sfingi dalla testa di Ariete che fiancheggiavano il viale della processione che conduceva ai grandi templi di Karnak, la cui costruzione, per mano di faraoni del neonato Medio Regno, ebbe inizio subito dopo l’ascesa di Ra/Marduk alla supremazia. 

Erano faraoniche portavano nomi teoforici che onoravano Amon/Amen, così che entrambi i templi e i re erano dedicati a Marduk/Ra come Amon, l’Invisibile, perché Marduk, dopo essersi assentato dall’Egitto, scelse quale sua Città Eterna Babilonia, in Mesopotamia.

Sia Marduk che Nabu sopravvissero all’olocausto nucleare. Pur se Nabu venne preso di mira da Nergal/Erra, a quanto pare riuscì a nascondersi in una delle isole del Mediterraneo, restando illeso. Testi successivi  indicano che gli venne concesso un proprio centro di culto a Borsippa, in Mesopotamia, una nuova città situata accanto a Babilonia, città del padre; tuttavia continuò a vagare e ad essere venerato nelle sue Terre favorite dell’Occidente.

La fila di sfingi a Karnak
Il suo culto lì e nel resto della Mesopotamia è attestato da alcuni luoghi sacri che a lui devono il proprio nome: ad esempio il monte Nebo nei pressi del fiume Giordano (dove morì in seguito Mosè) e i nomi reali teoforici attribuiti a famosi re di Babilonia (ad esempio Nabo-pol-assar, Nabu cod-onosor e tanti altri). 

E, come abbiamo avuto modo di notare, nell’antichità, in tutto il Vicino Oriente il suo nome è diventato sinonimo di “profeta” e “profezia”.
Lo stesso Marduk, si ricorderà, dal suo posto di comando ad Haran, chiedeva “Fino a quando?” allorché accadde l’irreparabile. Nel suo testo autobiografico, Profezia di Marduk, previde la venuta di un Tempo Messianico: quando uomini e dèi avrebbero riconosciuto la sua supremazia, quando la pace avrebbe sostituito la guerra e l’abbondanza avrebbe sostituito la sofferenza, quando un re scelto da lui «avrebbe reso Babilonia la Suprema», con l’Esagil, il tempio (questo significava il termine) che levava alto la sua cima verso il cielo:

Un re in Babilonia,
per fare elevare in mezzo ad
essa
il mio tempio-montagna
rivolto al Cielo;
egli rinnoverà l’Esagil,
simile alla montagna;
la pianta del Cielo e della 
Terra
egli disegnerà per l’Esagil
simile alla montagna;
le Porte del Cielo saranno
aperte.
Nella mia città nascerà un
re;
egli abiterà
nell’abbondanza;
la mia mano afferrerà,
mi condurrà nelle
processioni […]
nella mia città e nel mio
tempio Esagil;
io entrerò per l’eternità

Esagil
Quella nuova Torre di Babele, tuttavia, non era una rampa di lancio (come la prima). La sua supremazia, riconobbe Marduk, derivava non solo dal possesso di un’infrastruttura spaziale vera e propria, ma anche dai Segni del Cielo: dal Tempo Celeste zodiacale, dalla posizione e dal movimento dei corpi celesti, dal Kakkabu (stelle/pianeti) del cielo.

Di conseguenza progettò il futuro Esagil come osservatorio astronomico “del regno”, rendendo obsoleti e ridonanti l’Eninnu di Ninurta e le diverse Stonehenge erette da Thoth. Quando l’Esagil venne infine costruito, fu uno ziggurat eretto secondo progetti precisi e dettagliati: la sua altezza, le dimensioni dei suoi sette livelli e il suo orientamento erano tali che nel 1960 a.C. circa la sua cima puntava direttamente alla stella Iku, la stella principale dell’Ariete.




Z.SITCHIN

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