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giovedì 26 ottobre 2017

IL DIFFUSO ABBANDONO DELLA PIANURA ALLUVIONALE

Di recente sono stati creati gruppi di studio multidisciplinari, composti da geologi, climatologi e altri esperti di scienze della terra che hanno affiancato gli archeologi per scoprire l’enigma dell’improvvisa distruzione di Sumer e Akkad alla fine del III millennio a.C.

Uno studio pionieristico è stato condotto da un team internazionale, composto da sette scienziati di altrettante discipline diverse, intitolato Climate Change and the Collapse of the Akkadian Empire: Evidence from the Deep Sea [Cambiamento climatico e la caduta dell’impero accadico: prove dai fondali marini], pubblicato nel numero di aprile 2000 della rivista scientifica «Geology». Per questa ricerca sono state eseguite analisi chimiche e radiologiche di antichi strati di polvere risalenti a quel periodo, raccolti in diversi siti del Vicino Oriente, in particolare dai fondali del Golfo di Oman; la conclusione è stata che nelle aree nei pressi del Mar Morto si è verificato un insolito cambiamento climatico che ha dato origine a tempeste di sabbia e che la sabbia, una “sabbia minerale atmosferica”– anch’essa insolita – era stata portata dai venti dominanti fino al Golfo Persico: esattamente la traiettoria seguita dal Vento del Male.

La datazione al carbonio14 di questo singolare “fallout” ha portato alla conclusione che era frutto di un «insolito evento drammatico che si verificò circa 4025 anni fa». 
Quindi nel 2025 a.C. circa o, più esattamente, nel 2024 a.C., data che abbiamo indicato. È interessante notare che gli scienziati coinvolti nello studio hanno osservato che «in quel periodo il livello del Mar Morto è sprofondato all’improvviso di circa 100 metri». 

Non forniscono ulteriori spiegazioni, ma è chiaro che la rottura dell’argine meridionale del Mar Morto e l’inondazione della pianura, così come le abbiamo descritte, forniscono una spiegazione più che soddisfacente. La rivista scientifica «Science» ha dedicato il numero del 27 aprile 2001 al paleoclima del mondo.

In una sezione che descrive gli avvenimenti in Mesopotamia, fa riferimento ad analisi provenienti dall’Iraq, dalla Siria e dal Kuwait, secondo le quali il «diffuso abbandono della pianura alluvionale» fra il Tigri e l’Eufrate fu dovuto a tempeste di sabbia che ebbero inizio nel «4025 prima del presente». Lo studio non spiega le cause dell’improvviso cambiamento climatico, ma risale alla stessa data: 4025 anni prima del 2001.

L’anno nefasto, come conferma dunque la scienza, fu proprio il 2024 a.C. 

Z. SITCHIN


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