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martedì 3 ottobre 2017

ABRAM, UN SUMERO A TUTTI GLI EFFETTI.

Inesplicabilmente, diversi testi sumeri e “Liste di dèi” iniziarono ad associare Tilmun al figlio di Marduk: il dio Ensag/Nabu. Enki, apparentemente era coinvolto in questo cambiamento, perché un testo che tratta del rapporto fra Enki e Ninharsag afferma che i due decisero di attribuire il luogo al figlio di Marduk: «Che Ensag sia il Signore di Tilmun» dissero.

NABU
Le fonti antiche indicano che dalla regione sacra – e pertanto sicura –Nabu si avventurò fino alle terre e alle città sul Mediterraneo, giungendo persino ad alcune isole del Mediterraneo, diffondendo ovunque il messaggio dell’imminente supremazia di Marduk. Era,  perciò, l’enigmatico “Figlio dell’Uomo” delle profezie egizie e accadiche: il Figlio Divino che era anche il Figlio dell’Uomo, il figlio di un dio e di una donna terrestre.

Gli Enliliti, come è facile comprendere, non potevano accettare questa situazione. E fu così che quando Amar-Sin ascese al trono di Ur dopo Shulgi, vennero modificati sia glio biettivi, sia la strategia delle spedizioni militari di Ur III, così da riaffermare il controllo degli Enliliti su Tilmun, isolare la regione sacra dalle “terre ribelli” e, infine, liberare con le armi quelle terre dall’influenza di Nabu e Marduk.

A cominciare dal 2047 a.C. la Quarta Regione sacra divenne un obiettivo – nonché una pedina – nella lotta degli Enliliti contro Marduk e Nabu; e come rivelano sia la Bibbia, sia i testi mesopotamici il conflitto sfociò nella più grande “guerra mondiale” dell’antichità. Quella “Guerra dei Re”, che coinvolgeva anche l’ebreo Abram, ponendolo al centro di eventi internazionali.

Nel 2048 a.C. il destino del fondatore del monoteismo, Abram, e il fato del dio degli Anunnaki, Marduk, confluirono in un luogo chiamato Haran. 
Haran*, “la città carovaniera”, era sempre stata un importante centro di commercio ad Hatti (terra degli Ittiti). Si trovava alla confluenza di importanti rotte di commercio internazionale e militari. Situata alle sorgenti del fiume Eufrate, era anche il centro di trasporto fluviale fino alla stessa Ur. Circondata da terre fertili, irrigate dagli affluenti del fiume – il Balikh e il Khabur – era anche un centro di pastorizia. 

I famosi “mercanti di Ur” vi si recavano per la lana e portavano in cambio i rinomati abiti di lana di Ur, quindi dei “prodotti finiti”, per così dire. Ma vi era anche un fiorente commercio di metallo, pellami, cuoio, legno, terrecotte e spezie. (Il profeta Ezechiele, che venne deportato da Gerusalemme nella regione del Khabur ai tempi di Babilonia, citava i mercanti di Haran: «cambiavano con te vesti di lusso, mantelli di porpora e di broccato e tappeti tessuti a vari colori».)

Terach e i suoi figli?
Nell’antichità Haran era conosciuta anche come la “Ur lontana da Ur” (la città, che porta ancora questo nome esiste a tutt’oggi in Turchia, nei pressi del confine con la Siria; l’ho visitata nel 1977); al suo centro si ergeva un grande tempio dedicato a Nannar/Sin. Nel 2095 a.C, anno in cui Shulgi salì al trono di Ur, un sacerdote di nome Terach venne inviato da Ur ad Haran per servire nel tempio di quella città.

Portò con sé la propria famiglia, incluso anche il proprio figlio Abramo. Sappiamo di Terach, della sua famiglia, e del suo trasferimento da Ur ad Haran, grazie alle parole della Bibbia:


Questa è la posterità di Terach:
Terach generò Abram,
Nacor e Aran:
Aran generò Lot.
Aran morì poi alla presenza 
di suo padre Terach 
nella sua terra natale, in Ur
dei Caldei.
Abram e Nacor si presero 
delle mogli;
la moglie di Abram si
chiamava Sarai,
e la moglie di Nacor Milca 
[…]
Poi Terach prese Abram,
suo figlio, e Lot, figlio di 
Aran,
figlio cioè del suo figlio, e 
Sarai sua nuora,
moglie di Abram suo figlio,
e uscì con loro da Ur dei
Caldei
per andare nel paese di 
Canaan.
Arrivarono fino a Carran 
e vi si stabilirono.

(Genesi 11,27-31)

È con questi versi che la Bibbia ebraica inizia la storia cruciale di Abramo – all’inizio chiamato con il suo nome sumero Abram. Suo padre, ci è stato detto in precedenza, apparteneva a una dinastia patriarcale che risaliva fino a Sem, figlio maggiore di Noè (protagonista del Diluvio). Tutti quei Patriarchi erano vissuti molto a lungo: Sem 600 anni, suo figlio Arpacsad 438 anni; gli altri figli maschi rispettivamente 433, 460, 239 e 230 anni. 

Nacor, padre di Terach, visse 148 anni; e lo stesso Terach, che generò Abram a settanta anni, visse fino a 205 anni. Il capitolo 11 della Genesi spiega che Arpacsad e i suoi discendenti vissero in seguito nel paese conosciuto come Sumer ed Elam e nelle zone circostanti. Abram, quindi, era un sumero a tutti gli effetti.



Questa informazione genealogica, da sola, ci fa capire che Abram aveva antenati non comuni. Il suo nome sumero, AB.RAM, significa “Amato dal Padre”, un nome decisamente appropriato per un figlio nato a un uomo di settanta anni. Il nome stesso del padre, Terach, derivava dall’epiteto sumero TIR.HU; designava un sacerdote oracolo – un sacerdote che osservava i segni celesti o riceveva gli oracoli da un dio e li riportava o li spiegava al re. 

Il nome della moglie di Abram, SARAI (successivamente Sarah in ebraico) significava “principessa”; il nome della moglie di Nacor, Milca, significava “simile a una regina”; entrambi questi nomi suggeriscono una geneaologia reale. Poiché in seguito veniamo a sapere che la moglie di Abramo era, in realtà, la sua sorellastra «la figlia di mio padre ma non di mia madre», ne consegue che la madre di Sarai/Sarah era di stirpe reale. 

La famiglia apparteneva dunque ai ceti più alti di Sumer, annoverando fra i propri antenati sovrani e sommi sacerdoti. Un altro indizio importante per identificare la storia della famiglia è il riferimento che ripete lo stesso Abramo al suo incontro con i sovrani a Canaan e in Egitto: lui è un Ibri – un “Ebreo”. La parola deriva dalla radice ABoR, “attraversare”, quindi gli studiosi della Bibbia hanno ipotizzato che significasse che lui proveniva dall’altra sponda del fiume Eufrate, vale a dire dalla Mesopotamia.

Eufrate
Personalmente ritengo che il termine avesse un significato ben più specifico. Il termine usato per la città sacra dei Sumeri, Nippur, è la traduzione accadica del termine sumero NI.IBRU, “Splendido Luogo dell’Attraversamento”. Abram e i suoi discendenti, che nella Bibbia sono chiamati Ebrei, appartenevano a una famiglia che si identificava come “Ibru” – Nippuriani. Questo ci suggerisce che Terach era prima un sacerdote a Nippur, poi si trasferì a Ur e infine ad Haran, portando con sé la propria famiglia.

Sincronizzando le cronologie biblica, sumera ed egizia (come dettagliato in Guerre atomiche al tempo degli dèi), siamo giunti a stabilire che Abramo nacque nel 2123 a.C. Nel 2113 a.C. gli dèi decisero di far diventare capitale di Sumer Ur, centro di culto di Nannar/Sin, e di far salire sul trono Ur-Nammu.


Z.SITCHIN

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