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sabato 30 settembre 2017

LA CADUTA DI SHULGI, FIGLIO DI UR-NAMMU, E LA RIPARTIZIONE DELLA QUARTA REGIONE

    Il disastroso XXI secolo a.C. si aprì con la morte tragica e prematura di Ur-Nammu, avvenuta nel 2096 a.C. Culminò con una calamità senza precedenti voluta dagli stessi dèi nel 2024 a.C. L’intervallo era di settantadue anni: esattamente il ritardo precessionale di un grado; e se si trattò di semplici coincidenze, allora le possiamo ritenere una serie di “coincidenze” decisamente ben coordinate…

Shulgi
    A seguito della morte tragica di Ur-Nammu, sul trono di Ur salì suo figlio, Shulgi. Poiché non fu in grado di proclamare lo status di semidio, nelle iscrizioni affermò di essere nato comunque sotto auspici divini: lo stesso dio Nannar aveva fatto sì che venisse concepito nel tempio di Enlil a Nippur attraverso l’unione di Ur- Nammu e della somma sacerdotessa di Enlil, così «da concepire un “piccoloEnlil”, un bambino idoneo al potere sovrano e al trono». Questa era un’affermazione da non
sottovalutare dal punto divista genealogico. 

      Lo stesso Ur-Nammu, come detto in precedenza, era “divino per due terzi”, poiché sua madre era una dea. Anche se non viene citato il nome della somma sacerdotessa, il suo status fa intuire che anche lei era di stirpe divina, perché veniva scelta come EN.TU la figlia di un re; e i re di Ur, a cominciare dalla prima dinastia, discendevano da semidèi.
È importante anche che lo stesso Nannar facesse sì che l’unione avvenisse nel tempio di Enlil a Nippur; come detto in precedenza, fu sotto il regno di Ur -Nammu che, per la prima volta, il sacerdozio di Nippur venne associato al sacerdozio di un’altra città – in questo caso a quello di Ur.

    Buona parte degli avvenimenti di quel tempo che ebbero come teatro Sumer e zone limitrofe è stata raccolta dai “formulari di data”, iscrizioni annuali, per scopi commemorativi ma anche commerciali, in cui ogni singolo anno del regno di un re veniva contrassegnato dall’avvenimento principale di quell’anno. Abbiamo maggiori informazioni nel caso di Shulgi perché ha lasciato ai posteri iscrizioni sia brevi che lunghe, nonché poesie e canzoni d’amore.

    Queste iscrizioni indicano che Shulgi, subito dopo essere asceso al trono – forse sperando di evitare lo stesso fato del padre sul campo di battaglia – ne cambiò le politiche militari. Lanciò una spedizione nelle province più esterne (inclusi anche i “paesi ribelli”) armato di proposte di commercio, offerte di pace e di matrimonio con le sue figlie. Ritenendosi successore di Gilgamesh, le sue rotte seguirono le due mete del famoso eroe: la penisola del Sinai (dove si trovava il porto spaziale) a sud e il Corridoio dell’Atterraggio a nord.

     
    Rispettando la sacralità della Quarta Regione, Shulgi costeggiò la penisola e rese omaggio agli dèi ai suoi confini, in un luogo descritto come il «luogo grande e fortificato degli dèi». Spostandosi a nord-ovest del Mar Morto, si fermò per adorare il «Luogo degli Oracoli Brillanti» – Gerusalemme – e lì eresse un altare agli «dèi che giudicano» (un epiteto di solito attribuito a Utu/Shamash).

     Giunto al «Luogo coperto di neve» a nord, eresse un altare e offrì dei sacrifici. Dopo aver visitato i siti legati allo spazio, percorse la Mezzaluna Fertile – la rotta per il commercio e la migrazione, che si estendeva formando un arco in direzione est-ovest, determinata dalla morfologia del terreno e dalle fonti di acqua; proseguì quindi verso sud, nella pianura del Tigri e dell’Eufrate, fino alle terre meridionali di Sumer. 

     Quando Shulgi fece ritorno a Ur, aveva ogni motivo per pensare di aver portato agli dèi e alla gente “Pace nel nostro tempo” (per usare un’analogiamoderna). Gli dèi gli garantirono il titolo di “Sommo sacerdote di Anu, Sacerdote di Nannar”. Divenne amico di Utu/Shamash e ottenne le attenzioni personali di Inanna/Ishtar (vantandosi nelle canzoni d’amore che lei, nel suo tempio, gli concedeva la sua vulva). 

   
Amar-Sin nel museo del Louvre a Parigi
     Ma, mentre Shulgi abbandonava gli affari di stato per i piaceri personali, i disordini nelle “terre ribelli” continuavano. Impreparato per affrontare azioni militari, Shulgi chiese le truppe ai suoi alleati elamiti, offrendo in sposa al re una delle sue figlie e come dote la città sumera di Larsa. A ovest venne lanciata una grande spedizione militare contro le “città peccatrici”, che impiegava queste truppe elamite; gli eserciti raggiunsero il Luogo Fortificato degli dèi al confine della Quarta Regione.

     Shulgi, nelle sue iscrizioni, si vantava delle vittorie ma, in realtà, costruire un muro fortificato per proteggere Sumer dalle incursioni straniere che provenivano da occidente e da nord ovest. I formulari di data lo chiamavano il Grande Muro Occidentale, e gli studiosi ritengono che corresse dall’Eufrate al Tigri, a nord dell’attuale ubicazione di Baghdad, bloccando di fatto agli invasori la strada alla fertile pianura racchiusa fra i due fiumi. 

     Fu una misura difensiva che precedette di circa 2000 anni la costruzione della Grande Muraglia cinese – eretta con la stessa finalità.
   Nel 2048 a.C. gli dèi, guidati da Enlil, ne avevano abbastanza dei fallimenti di Shulgi e della sua dolce vita. Stabilendo che «non aveva eseguito gli ordini divini» decretarono per lui la morte di un peccatore. 

Ninmah/NIN.HAR.SAG
    
    
     Non sappiamo di che morte si trattò, ma è un fatto storicamente assodato che quello stesso anno venne rimpiazzato sul trono di Ur da suo figlio Amar-Sin, del quale sappiamo – grazie alle iscrizioni – che lanciò una spedizione militare dopo l’altra – per sedare una rivolta a nord, per combattere un’alleanza di cinque re a occidente.
 
   

     Come in tanti altri casi, ciò che stava accadendo aveva cause che affondavano le proprie radici in tempi e avvenimenti di un passato remoto. Le “terre ribelli”, pur se in Asia e, quindi, nei domini delle terre enlilite di Sem, figlio di Noè, erano abitate da diversi “cananei”, figli della Canaan descritta nella Bibbia che, pur se discendevano da Cam (e quindi appartenendo all’Africa), occuparono una fascia delle terre di Sem (Genesi, capitolo 10).

   
   
     Che le “Terre dell’Occidente” lungo la costa del Mediterraneo fossero un territorio più o meno disputato è messo in evidenza da antichi testi egizi che parlavano dell’amaro litigio che vedeva contrapposti Horus e Seth e che terminò in battaglie aeree fra di loro sul Sinai e sulle stesse terre contese.  
 
     Vale la pena di notare che nelle loro spedizioni militari per sottomettere e punire le “terre ribelli” a occidente, sia Ur-Nammu, sia Shulgi raggiunsero la penisola del Sinai, ma si astennero dall’entrare nella Quarta Regione.


       Il luogo al quale tutti anelavano era TIL-MUN, “la Terra dei Missili”– il sito del porto spaziale post diluviano degli Anunnaki. Quando terminarono le Guerre della Piramide, la Quarta Regione, sacra, venne affidata alle mani neutrali di Ninmah (ribattezzata NIN.HAR.SAG – “Signora delle Cime montuose”), ma il comando vero e proprio del porto spaziale venne messo nelle mani di Utu/Shamash (qui mostrato nella sua uniforme alata, che comanda gli Uomini Aquila del porto spaziale.

    Questo, comunque, cambiò con l’intensificarsi della lotta per la supremazia.







Z.SITCHIN

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