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lunedì 18 settembre 2017

DEI E SEMIDEI

La decisione di Marduk di soggiornare all’interno delle terre oggetto di contenzioso (o nei loro pressi) e di coinvolgere anche il proprio figlio nella lotta per l’alleanza con il genere umano, convinse gli Enliliti a riportare la capitale centrale di Sumera Ur, centro di culto di Nannar (SU-en o Sin in accadico). Fu la terza volta che Ur venne scelta a tale scopo: da qui la definizione di “Ur III” per indicare quel periodo. Questa mossa legò gli affari degli dèi in lotta alla narrazione biblica – e al ruolo – di Abramo, e quella relazione ha cambiato la religione fino a oggi. Fra le numerose ragioni per far cadere la scelta su Nannar/Sin come rappresentante degli Enliliti fu la consapevolezza che la lotta con Marduk non riguardava più solo ed esclusivamente gli dèi, ma che era diventata una controversia che coinvolgeva anche le menti e i cuori della gente – proprio quei terrestri, creature degli dèi, che ora formavano gli eserciti che si scontravano sui campi di battaglia in nome dei loro creatori…

A differenza degli altri Enliliti, Nannar/Sin non era un combattente nella Guerra degli Dèi; era stato scelto proprio per dare un segnale forte a tutti i popoli, ovunque, persino nelle terre “ribelli”, che sotto il suo comando sarebbe iniziata un’era di pace e di prosperità.  Lui e la sua sposa Ningal erano molto amati dal popolo di Sumer, e la stessa Ure vocava prosperità e benessere; il suo stesso nome, che significava “luogo urbano, domesticato”, arrivò a significare non solo “città”, bensì “La Città”: il gioiello urbano dell’antichità.

Tempio di Nannar/Sin
Il tempio di Nannar/Sin, uno ziggurat altissimo, si ergeva in gradoni all’interno di un recinto sacro dove diverse strutture fungevano da dimora degli dèi, da residenza ed edifici per una legione di sacerdoti, funzionari e camerieri al servizio della coppia divina e dove venivano organizzati i riti religiosi per i re e per il popolo. 

Oltre quelle mura si estendeva una meravigliosa città con due porti serviti da alcuni canali che la collegavano al fiume Eufrate, una grande città che vantava una reggia, edifici amministrativi (inclusi quelli per gli scribi e per la tenuta dei documenti, nonché per l’esazione delle tasse), edifici privati a più livelli, laboratori, scuole, magazzini per i mercanti e stalle. La città era divisa da ampie strade dove, agli incroci, erano stati eretti tempietti per la preghiera destinati a tutti i viaggiatori. 

Il maestoso ziggurat con la sua scalinata monumentale (ricostruzione,  vedi foto seguente), pur se in rovina, domina ancora oggi il paesaggio, a distanza di ben 4000 anni. Ma c’era anche un’altra ragione, fondamentale. A differenza di Ninurta e Marduk, entrambi “immigrati” da Nibiru, Nannar/Sin era nato sulla Terra. 

Ziggurat di Nannar/Sin
Era non solo il Primogenito di Enlil sulla Terra, ma era anche il primo della prima generazione di dèi a essere nato sulla Terra. E anche isuoi figli, i gemelli Utu/Shamash  e Inanna/Ishtar, insieme alla sorella Ereshkigal, che appartenevano alla terza generazione di dèi, erano nati sulla Terra. Erano sì dèi, ma anche terrestri.

Senza dubbio, tutti questi elementi vennero presi in considerazione nell’imminente lotta per assicurarsi la lealtà del popolo. 

Fu certamente ben ponderata la scelta di un nuovo re, di riportare il potere sovrano a Sumer e da lì farlo ripartire. Era finita la libertà concessa a Inanna/Ishtar (o da lei presa arbitrariamente) di scegliere Sargon il Grande per dare il via a una nuova dinastia, solo perché le piaceva come amante. Il nuovo re, chiamato Ur Nammu (“La gioia di Ur”), venne scelto accuratamente da Enlil e approvato da Anu, e non era un semplice terrestre: era un figlio – “il figlio amato” della dea Ninsun; il lettore ricorderà che era anche la madre di Gilgamesh. 

Ur Nammu
Poiché questa geneaologia divina venne ribadita in diverse iscrizioni nel corso del regno di Ur-Nammu, in presenza di Nannar e di altri dèi, si deve presumere che questa affermazione fosse vera. Ciò faceva di Ur Nammu non solo unsemidio ma – proprio come Gilgamesh – un “essere divino per due terzi”. A dire il vero, l’affermazione che la madre del re fosse la dea Ninsun conferiva a Ur Nammu lo stesso status di Gilgamesh, del quale si ricordavano le imprese e di cui si onorava il nome. 

La scelta, perciò, era un segnale ben preciso – rivolto ad amici e a nemici– che erano tornati i giorni gloriosi sotto l’autorità incontestata di Enlil e del suo clan. Questo era importante – forse addirittura cruciale – perché gli attributi di Marduk facevano presa sull’umanità. Forse l’elemento più significativo era che il rappresentante di Marduk, nonché capo condottiero, era suo figlio Nabu, il quale non solo era nato sulla Terra, ma era anche nato da una madre terrestre; infatti, molto tempo prima – nei giorni che precedettero il Diluvio – Marduk aveva infranto tradizioni e tabù e aveva preso come sua sposa ufficiale una donna della Terra. 

Il fatto che i giovani Anunnaki prendessero in moglie femmine della Terra non deve sorprendere più di tanto: questo episodio, infatti, è stato riportato anche nella Bibbia. Ciò che anche gli studiosi non sanno o trascurano – perché l’informazione si trova in testi ignorati e deve essere verificata esaminando complesse liste di divinità – è il fatto che fu Marduk a creare il precedente, precedente che seguirono poi i “Figli di Dio”:

Quando gli uomini
cominciarono 
a moltiplicarsi sulla Terra
e nacquero loro figlie,
i figli di Dio
videro che le figlie degli
uomini
erano belle 
e ne presero 
per mogliquante ne vollero.
(Genesi 6, 1-2)

Nei primi otto enigmatici versetti del capitolo 6 della Genesi, la Bibbia spiega che proprio i matrimoni misti e i figli nati da quelle unioni erano stati causa dell’ira divina sfociata poi nella decisione di punire l’umanità con il Diluvio:

C’erano i Nefilim [i giganti]
a quei tempi sulla Terra 
– e anche dopo –
quando i figli di Elohim
si univano alle figlie degli 
uomini
e queste partorivano loro
dei figli.

(I miei lettori probabilmente ricorderanno che  da bambino feci infuriare il mio insegnante allorché chiesi ingenuamente perché mai la parola Nefilimche letteralmente significa “Coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”– veniva comunemente tradotta come “giganti”. Fu solo molto tempo dopo che mi resi conto che il vocabolo ebraico che sta a indicare i giganti, “Anakim”, derivava dal sumero Anunnaki.)

La Bibbia cita espressamente questi matrimoni misti («presero per mogli») tra i Nefilim, ossia i giovani «figli di Elohim» e le «figlie degli uomini» quale causa dell’ira che aveva indotto Dio a porre fine all’umanità scatenando il Diluvio Universale: «Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla Terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: “Sterminerò dalla Terra l’Adamo [uomo] che ho creato”». 

I testi sumeri e accadici che narrano la storia del Diluvio spiegano che nel dramma erano coinvolti due dèi: Enlil, che ordinò la distruzione dell’umanità per mezzo del Diluvio, ed Enki, che tramò alle sue spalle per evitarla, dando a “Noè” le istruzioni per costruire l’Arca. 
Se esaminiamo da vicino i dettagli, scopriamo che la rabbia di Enlil da un lato e gli sforzi di Enki, dall’altro non erano soltanto un problema di principio. Infatti era stato proprio Enki il primo in assoluto ad accoppiarsi a femmine terrestri e ad avere figli da loro, e fu Marduk, figlio di Enki, a creare il precedente per i matrimoni misti…

Quando la Missione Terra era al suo apice, sulla Terra c’erano ben 600 Anunnaki, più 300 IGI.GI (“Coloro che osservano e vedono”) che stazionavano su Marte – Stazione di Passaggio – e che controllavano le navette che facevano da spola fra i due pianeti. Sappiamo che Ninmah – capo ufficiale medico – giunse sulla Terra alla testa di un gruppo di infermiere. 

Non ci è dato sapere il loro numero, né se erano presenti altre femmine fra gli Anunnaki, ma da ciò che trapela da altri contesti è chiaro che il numero di femmine era esiguo. La situazione richiedeva rigide regole sessuali e una supervisione da parte degli anziani, tanto che (stando a quanto afferma un testo) Enki e Ninmah dovettero assumersi il compito di decidere i matrimoni.

Lo stesso Enlil, però, sia pur di rigidi principi, cadde vittima della penuria di femmine e abusò di una giovane infermiera al loro primo appuntamento. Per questa deplorevole azione Enlil venne severamente punito, pur essendo il Comandante Supremo della Missione Terra: venne infatti esiliato. La punizione venne commutata allorché accettò di sposare Sud e di renderla moglie ufficiale con il nome di Ninlil. Ninlil restò la sua unica sposa fino alla fine.

Enki, invece, viene descritto in numerosi testi come un libertino, succube del fascino delle dee di ogni età. Inoltre, una volta che «le figlie degli uomini» proliferarono, non disdegnò nemmeno di avere rapporti sessuali con loro… 
I testi sumeri celebrano Adapa quale «il più saggio fra gli uomini», che crebbe nella casa di Enki e al quale Enki in persona insegnò scrittura e matematica. Adapa fu il primo terrestre a essere condotto in cielo per visitare Anu su Nibiru; i testi rivelano anche che Adapa era il figlio segreto di Enki, frutto di una sua relazione con una femmina terrestre.




Z.SITCHIN

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