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giovedì 19 gennaio 2017

MORALITA' ANUNNAKI


È davvero grande l'importanza della linea di successione e di quella genealogica nelle Guerre degli Dei: da queste nacquero le lotte per la successione e la supremazia, prima su Nibiru, poi sulla Terra. Se infatti cerchiamo di dare una spiegazione alla strana persistenza e ferocia di queste guerre, mettendole in relazione con avvenimenti della storia e della preistoria appare evidente che tutto deriva da un codice di comportamento sessuale fondato non su considerazioni morali, ma sul principio della purezza genetica: la legge del seme. Al centro di tutte queste guerre sta un'intricata genealogia che determinava gerarchie e diritti di successione; gli atti sessuali venivano giudicati non in base alla tenerezza o alla violenza con cui erano compiuti, ma sulla base dell'obiettivo e delle conseguenze che provocavano. Un testo sumerico racconta che Enlil, comandante in capo, si infatuó di una giovane infermiera che aveva visto nuotare nuda in un fiume. La convinse ad andare in barca con lui e fece l'amore con lei nonostante le sue proteste ("la mia vulva è piccola, non conosce uomo"). Malgrado il suo rango, Enlil venne arrestato dai "cinquanta dei anziani" e portato alla sua città, Nippur, dove fu accusato di stupro, sottoposto a giudizio da parte dei "Sette che giudicano" e condannato all'esilio nell'Abzu.  Fu perdonato solo quando sposò la giovane dea, che lo aveva seguito nell'Abzu.  (Si scoprì successivamente che la giovane dea era un'arrampicatrice sociale e aveva architettato tutto su consiglio di sua madre!) Molte canzoni celebrano la storia d'amore tra Inanna e un giovane dio di nome Dumuzi; in questi testi gli incontri tra i due amanti vengono descritti con toccante tenerezza.  Possiamo comprendere il tono di approvazione di questi versi perché Dumuzi era lo sposo promesso di Inanna, scelto con l'approvazione di suo fratello Utu, capo delle "aquile". Ma come spiegare un altro testo, in cui Inanna descrive un appassionato rapporto sessuale col suo stesso fratello Utu? Tutto questo si può capire solo se teniamo presente che il codice amoroso proibiva il matrimonio, ma non i rapporti sessuali tra fratello e sorella figli degli stessi genitori. D'altra parte, era invece ammesso il matrimonio con una sorellastra; anzi, l'eventuale discendenza nata da questa unione avrebbe avuto la precedenza nell'ordine gerarchico. E se lo stupro era condannato, il sesso (anche se illegittimo e violento) era perdonato se fatto per il bene della successione al trono.  Da un lungo racconto sappiamo che Enki, nel tentativo di avere un figlio maschio dalla sua sorellastra Sud (che era sorellastra anche di Enlil), dedicò a lei parecchie attenzioni e, un giorno in cui la trovò da sola, "riversò il suo seme nel suo grembo". Quando lei diede alla luce una figlia femmina, invece che un maschio, Enki non perse tempo e fece l'amore con questa ragazza non appena questa "divenne giovane e bella".   Lo stesso fece con molte altre figlie femmine, finché Sud "lanciò su di lui una maledizione che lo paralizzò", solo allora cessarono queste prodezze amorose finalizzate alla ricerca di un erede maschio.   Mentre si lanciava in questo tour de force erotico, Enki era già sposato con Ninki (epiteto di Damkina), il che dimostra che quello stesso codice che condannava lo stupro non vietava le relazioni extraconiugali in quanto tali. Sappiamo anche che gli dei potevano avere quante mogli e concubine volevano, ma che dovevano sceglierne una come sposa ufficiale, preferibilmente una sorellastra.  Se il dio, oltre al nome proprio e agli epiteti, aveva anche un titolo onorifico, alla sua consorte ufficiale veniva attribuito di diritto la forna femminile di quel titolo.  È così che la sposa di An (il celeste) ricevette il titolo di Antu (la celeste); l'infermiera che sposó Enlil (signore del comando) diventò Ninlil (signora del comando); Damkina, che sposó Enki (signore della Terra) diventò Ninki (signora della Terra) e così via. Veniamo a sapere da altri due testi che i genitori di Anu erano Anshargal (grande principe del cielo) e Kishargal (grande principessa della terraferma). Come indicano i loro stessi nomi, questa non era la coppia regnante su Nibiru: il grande principe era infatti l'erede presunto e la sua sposa era la figlia primogenita del sovrano (avuta da un'altra moglie) ed era perciò la sua sorellastra. In questi eventi genealogici sta la chiave per comprendere gli avvenimenti svoltisi su Nibiru prima e sulla Terra poi.


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