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venerdì 19 agosto 2016

Uno dei più grandi linguisti del passato conferma Sitchin

 
Sappiamo bene che il primo libro di Sitchin, "Il pianeta degli Dei", risale al 1976.
In questo libro Sitchin 'resuscita' la prima civiltà della storia umana, quella sumera, ed avanza una importante ipotesi che nel tempo é stata avversata da tantissimi critici: la civiltà sumera ha fatto nascere o ha influenzato tutte le successive, ed attraverso le civiltà da essa derivate, le influenze specialmente linguistiche si sono espanse in tutto il globo. La posizione ufficiale dell' accademismo é che il sumero sia una lingua isolata, e che anche le successive lingue, che hanno avuto contatti col sumero (l' accadico dei dialetti babilonese ed assiro), abbiano avuto solo limitata influenza su altre lingue come l' ebraico e l' arabo. Nella classica suddivisione linguistica comunemente accettata, le 'famiglie' linguistiche sono entità indipendenti e non correlate, anche nei casi più vicini geograficamente. Abbiamo per esempio le lingue semitiche, slegate dalle lingue indoeuropee, nonostante i confini geografici e culturali siano molto labili e solo moderni; abbiamo le lingue indo-iraniche slegate da quelle indoeuropea e semitica, abbiamo le lingue subsahariane, le lingue neolatine, etc. Nonostante ripetute analisi da parte di studiosi linguisti nel corso oltre un secolo, l' accademismo ancora oggi rifiuta la teoria di una origine comune delle lingue.
Nel mio libro "Il fenomeno Nibiru vol.1" ho evidenziato studi condotti da vari autori e ho analizzato personalmente la somiglianza tra sumero ed accadico con varie lingue: cinese, lituano, turco, sardo, basco, nahuatl.
L' idea di Sitchin dunque ha importanti e solide basi, e il fatto che vari studiosi abbiano ipotizzato la stessa parentela o somiglianza, indipendentemente da lui, dà ulteriore credito alle intuizioni del nostro  autore azero.
Ho citato nei miei lavori i libri di C. J. Ball, linguista degli inizi del XX secolo il quale ha scritto un intero libro sul tema: "Chinese and Sumerian".
 
Ora voglio citare un altro autore, forse il meno conosciuto in assoluto, una autentica spina nel fianco della comunità linguista di inizio del secolo scorso. E' nato 11 anni prima di Sitchin, e ha iniziato la sua attività di linguista negli anni '20.
Si tratta di Karl Friedrich Kurt Schildmann, noto semplicemente come Kurt Schildmann.
 
Nato nel 1909 a Hamborn e morto nel 2005 a Bohn, Schildmann é stato un famoso e importante linguista, epigrafista ed antiquario; era quel che chiameremmo un 'enfant terible' perchè le teorie da lui sviluppate sconvolsero totalmente il paradigma della analisi linguistica, venendo attaccate da numerosi colleghi i quali però non potevano trovare nessun appiglio formale per ribattere alle sue idee o per poter sminuire il suo lavoro. Per capire come mai Schildmann fosse così inattaccabile dobbiamo conoscere la sua storia:
 
Terminata la sua formazione scolastica nel 1926, egli iniziò lo studio delle lingue 'esotiche' (una passione che lo accompagnò fino alla morte) e lo stesso anno iniziò a viaggiare con suo fratello Heinrich, di 5 anni più grande. I loro viaggi toccarono Grecia, Medio Oriente, ed Asia Centrale. Gli 'eroi', i modelli a cui i due fratelli si ispiravano, erano i fratelli naturalisti Wilhelm e Alexander Von Humbolt, vissuti a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo. Per chi non conoscesse questi due personaggi, basterà dire che Wilhelm Von Humbolt é ricordato più come naturalista ma fu anche un linguista talmente abile da concepire ed utilizzare con 150 anni d' anticipo le metodiche di analisi linguistica proprie del XX secolo: lo studio delle lingue a livello sincronico, lo studio descrittivo e non prescrittivo, l' importanza delle categorie grammaticali, descrivendo i fenomeni propri della lingua in esame. Tutto questo non sarebbe mai esistito senza Wilhelm Von Humbolt.
 
I fratelli Schildmann viaggiarono insieme per 2 anni fino al 1929, quando il fratello maggiore Heinrich si ammalò e dovette ritornare in Germania. Kurt continuò a studiare e viaggiare da solo e a soli 19 anni fu il più giovane traversatore dei deserti persiani. Visitò Bassora, Baghdad, viaggiò in lungo e largo per Siria, Libano, India, visitò Calcutta, Lahore, Quetta, e poi fino all' estremo oriente attraversando il Siam, Bangkok, Hanoi, Hue; attraversò in pagaia l' Indocina francese, acquisendo in questi viaggi innumerevoli conoscenze naturalistiche, linguistiche e storiche. Muovendosi ancora a d est visitò con il fratello (che lo aveva nel frattempo raggiunto) anche Nanning , Canton , Hong Kong , Shanghai , Nanchino , Tientsin, Pechino e Mukden. Tutto questo egli lo compì entro i 22 anni, ed aveva acquisito una conoscenza talmente approfondita delle lingue locali che iniziò la ricostruzione della lingua proto-coreana. Di questa lingua riscoprì che era "strettamente legata alla lingua proto-giapponese", e tentò di iniziare uno studio che potesse descrivere l' origine della lingua proto-cinese. Il suo interesse però poi si spostò verso quella che identificò come la 'madre' di tutte le lingue, quella che all' epoca stava iniziando ad essere chiamata 'lingua Sumera'. Il suo studio verso il sumero fu orientato a verificare se questa lingua potesse essere derivata da (o collegata a) qualche dialetto iranico che la accomunasse alle lingue indiane e sudovest-asiatiche. Il suo studio del sumero e della sua grammatica con metodo comparato sfociò nella pubblicazione del suo capolavoro: "Compendio della grammatica storica del sumero" pubblicato nel 1964. Ma il suo interesse verso questo tema non si esaurì mai, e condusse i suoi studi fino agli anni '90 del XX secolo, ripubblicando una versione aggiornata del suo libro nel 1981; in occasione di questa sua pubblicazione, il lavoro divenne una opera in 4 volumi contenente il materiale relativo al contenuto sumero nelle lingue proto-semitiche e proto-egiziana.
 
Nel 1933 i fratelli tornarono in Germania ed assistettero alla salita al potere del Nazismo, regime sotto il quale dovettero prestare servizio; il loro lavoro come interpreti poliglotti fu talmente apprezzato che il regime garantì loro una vita libera e li mise in condizioni di poter perseguire un loro sogno: girare i mari e toccare le varie terre in barca a vela. Con una barca appositamente costruita, attraversarono tutto il mediterraneo e toccarono Spagna, Francia, Jugoslavia, Albania, per poi stabilirsi vari anni in Italia dove frequentarono le biblioteche di Padova e Venezia divorando libri. Dal 1938 al 1941 Kurt studiò con il professor Alfredo Trombetti, un autentico colosso della linguistica, professore di filologia semitica e di glottologia, ed il più feroce e importante avvocato della teoria della "Monoglottogenesi" ossia la comune origine delle lingue. Trombetti fu il primo a riconoscere, nel 1923, la somiglianza del basco con le lingue caucasiche e con la famiglia sinotibetana, precorrendo le moderne ricerche sul denecaucasico, ed é soprattutto ricordato per le sue teorie monogenetiche secondo le quali tutte le lingue del mondo deriverebbero da una sola lingua parlata nella preistoria.
 
Richiamato in Germania nel 1942 per servire la Wermacht, nonostante eccellenti risultati come traduttore in oltre 5 lingue, Kurt fu obbligato a prestare servizio su campo, e concluse la sua carriera 'involontaria' di militare come prigioniero di guerra americano; rilasciato dopo la guerra, nel 1947 riprese i suoi studi e lavorò come interprete fino al 1974. Nel 1956 fondò la Società dei Linguisti e degli Interpreti e Traduttori Tedeschi. A partire dagli anni '70 si dedicò all' opera per cui rimane nella storia: la decifrazione della scrittura e della lingua della Valle dell' Indo, attività culminata nel 1990 con la pubblicazione dei risultati delle sue analisi, condotte anche grazie alla collaborazione con l' amico Horst Friedrich
 
Questa panoramica della vita di Schildmann serve per chiarire una volta per tutte la eccezionalità delle sue conoscenze e l' importanza di questo personaggio. Ma che relazione ha tutto questo discorso con Sitchin e con il problema fondamentale - riscoperto appunto da Sitchin negli anni '70 - della influenza del sumero e delle sue lingue 'derivate o associate' sul resto del mondo?
 
Ebbene le conoscenze di Schildmann lo hanno portato a partire dagli anni '90 a prendere posizione proprio su questo tema, e nel 2002 la rivista Migration and Diffusion pubblicò un suo importantissimo quanto sconosciuto saggio, intitolato "MAYA LANGUAGE AND HIEROGLYPHICS ENRICHED BY BABYLON 500 B.C." nel quale l' autore sostiene l' evidenza di una influenza babilonese sulla cultura Maya durante l' impero di Dario.
Il saggio é un riassunto del lavoro di analisi comparata dell' autore tra lingua babilonese e il sistema geroglifico maya, un lavoro iniziato decenni fa, e contiene una lunghissima serie di equivalenze lessicali con alcune considerazioni sulla grafica dei segni.
 
E' essenziale tenere a mente il fatto che in nessun modo il lavoro di Schildmann é legato a quello di Sitchin, il suo lavoro é completamente indipendente, ma in sostanza dice esattamente quello che dice Sitchin. Vi invito tutti a scaricare il documento di Schildmann e leggerlo coni vostri occhi.
 
Qui sotto, una pagina del suo saggio.
 

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