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lunedì 20 giugno 2016

AB.RAM IL SUMERO


Come abbiamo detto precedentemente nel post ( segui link :  conto alla rovescia fino al giorno del giudizio ) tutti quei Patriarchi erano vissuti molto a lungo: Sem 600 anni, suo figlio Arpacsad 438 anni; gli altri figli maschi rispettivamente 433, 460, 239 e 230 anni. Nacor, padre di Terach, visse 148 anni; e lo stesso Terach, che generò Abram a settanta anni, visse fino a 205 anni. Il capitolo 11 della Genesi spiega che Arpacsad e i suoi discendenti vissero in seguito nel paese conosciuto come Sumer ed Elam e nelle zone circostanti. Abram, quindi, era un sumero a tutti gli effetti. Questa informazione genealogica, da sola, ci fa capire che Abram aveva antenati non comuni. Il suo nome sumero, AB.RAM, significa “Amato dal Padre”, un nome decisamente appropriato per un figlio nato a un uomo di settanta anni. Il nome stesso del padre, Terach, derivava dall’epiteto sumero TIR.HU; designava un sacerdote oracolo – un sacerdote che osservava i segni celesti o riceveva gli oracoli da un dio e li riportava o li spiegava al re. Il nome della moglie di Abram, SARAI (successivamente Sarah in ebraico) significava “principessa”; il nome della moglie di Nacor, Milca, significava “simile a una regina”; entrambi questi nomi suggeriscono una geneaologia reale. Poiché in seguito veniamo a sapere che la moglie di Abramo era, in realtà, la sua sorellastra «la figlia di mio padre ma non di mia madre», ne consegue che la madre di Sarai/Sarah era di stirpe reale. La famiglia apparteneva dunque ai ceti più alti di Sumer, annoverando fra i propri antenati sovrani e sommi sacerdoti. Un altro indizio importante per identificare la storia della famiglia è il riferimento che ripete lo stesso Abramo al suo incontro con i sovrani a Canaan e in Egitto: lui è un Ibri – un “Ebreo”. La parola deriva dalla radice ABoR, “attraversare”, quindi gli studiosi della Bibbia hanno ipotizzato che significasse che lui proveniva dall’altra sponda del fiume Eufrate, vale a dire dalla Mesopotamia. Personalmente ritengo che il termine avesse un significato ben più specifico. Il termine usato per la città sacra dei Sumeri, Nippur, è la traduzione accadica del termine sumero NI.IBRU, “Splendido Luogo dell’Attraversamento”. Abram e i suoi discendenti, che nella Bibbia sono chiamati Ebrei, appartenevano a una famiglia che si identificava come “Ibru” – Nippuriani. Questo ci suggerisce che Terach era prima un sacerdote a Nippur, poi si trasferì a Ur e infine ad Haran, portando con sé la propria famiglia. Sincronizzando le cronologie biblica, sumera ed egizia (come dettagliato in Guerre atomiche al tempo degli dèi), siamo giunti a stabilire che Abramo nacque nel 2123 a.C. Nel 2113 a.C. gli dèi decisero di far diventare capitale di Sumer Ur, centro di culto di Nannar/Sin, e di far salire sul trono Ur-Nammu. Poco dopo vennero uniti per la prima volta il sacerdozio di Nippur e di Ur; è molto probabile che fu allora che il sacerdote di Nippur, Tirhu, si trasferì con la propria famiglia, incluso Abram – a quei tempi un ragazzino di dieci anni – per servire nel tempio di Nannar a Ur. Nel 2095 a.C., quando Abram aveva ventotto anni ed era già sposato, Terach venne trasferito ad Haran, portando con sé la propria famiglia. Non poteva trattarsi di una semplice coincidenza il fatto che fu lo stesso anno in cui Shulgi succedette a Ur-Nammu. Lo scenario che emerge è che i movimenti di questa famiglia erano legati, in qualche modo, agli avvenimenti geopolitici dell’epoca. A dire il vero, quando lo stesso Abramo venne scelto per eseguire gli ordini divini di lasciare Haran e di recarsi a Canaan, il grande dio Marduk compì il passo cruciale di spostarsi ad Haran. Fu nel 2048 a.C. che vennero fatte le due mosse: Marduk si trasferì ad Haran e Abramo lasciava Haran per recarsi nella lontana Canaan. Dalla Genesi sappiamo che Abramo aveva settantacinque anni, e fu quindi nel 2048 a.C. che il Signore gli disse: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre» – lascia cioè Sumer, Nippur e Carran [Haran] – «verso il paese che io ti indicherò». Per quanto riguarda Marduk, un lungo testo conosciuto come Profezia di Marduk – rivolta al popolo di Hara (tavolette di argilla, ) – fornisce l’indizio che conferma sia il fatto, sia il periodo di questo suo spostamento: il 2048 a.C. Questi due trasferimenti devono essere per forza correlati. 

Ma il 2048 a.C. fu anche l’anno in cui gli dèi enliliti decisero di sbarazzarsi di Shulgi, ordinando per lui la “morte di un peccatore” – una mossa, questa, che segnalava la fine dell’era del “cerchiamo dei mezzi pacifici” e il ritorno a un conflitto aggressivo; e non è possibile che si trattasse di una coincidenza. No, le tre mosse – Marduk ad Haran, Abram che lasciava quella città e si recava a Canaan e, infine, l’eliminazione di Shulgi, il decadente – dovevano essere collegate: tre mosse contemporanee e legate fra di loro nello Scacchiere Divino. Erano, come vedremo, fasi nel conto alla rovescia fino al Giorno del Giudizio. I successivi ventiquattro anni, dal 2048 a.C. fino al 2024 a.C., furono un periodo di fervore e fermento religiosi, di diplomazia e di intrighi internazionali, di alleanze militari e di scontri fra eserciti, di lotta per la superiorità strategica. Il porto spaziale nella penisola del Sinai e gli altri siti legati allo spazio erano costantemente al centro degli avvenimenti. Sorprendentemente, diversi documenti dell’antichità sono sopravvissuti alla prova del tempo fornendoci non soltanto una panoramica degli eventi, ma anche numerosi particolari relativi alle battaglie, alle strategie, alle discussioni,alle controversie, ai protagonisti e alle loro mosse e, infine, alle decisioni cruciali che sfociarono nel più profondo sconvolgimento sulla Terra dai tempi del Diluvio. Corroborate dai formulari di data e da altre diverse referenze, le fonti principali per ricostruire questi eventi drammatici sono proprio i capitoli della Genesi; l’autobiografia di Marduk, meglio nota come Profezia di Marduk; un gruppo di tavolette nella “Collezione Spartoli” conservate nel British Museum di Londra, conosciute come i Testi Khedorla’omer; e un lungo testo storico/autobiografico dettato dal dio Nergal a uno scriba fidato, meglio noto come Epopea di Erra. Come in un film – in genere un thriller – in cui i diversi testimoni oculari e protagonisti descrivono lo stesso evento con leggere differenze, pur lasciando comunque intuire il quadro d’insieme, anche noi siamo in grado di ricostruire gli avvenimenti, sia pure con alcune discrepanze. Nel 2048 a.C. la mossa principale di Marduk fu di stabilire il suo posto di comando ad Haran. Così facendo, sottrasse a Nannar/Sin il controllo di questo vitale crocevia settentrionale, isolando di fatto Sumer dalle terre settentrionali degli Ittiti. Al di là del significato puramente militare, questa mossa privò Sumer dei suoi vitali legami commerciali ed economici. Consentì anche a Nabu «di schierare le sue città, di fare rotta verso il Grande Mare». I nomi dei luoghi citati in questi testi ci fanno capire che le principali città a occidente del fiume Eufrate erano già – o stavano per essere poste – sotto il controllo totale o parziale di padre e figlio, compreso anche il Luogo dell’Atterraggio, di cruciale importanza. Ad Abram/Abramo venne ordinato di recarsi a Canaan, la regione più popolata delle Terre dell’Occidente. Lasciò quindi Haran, portando con sé sua moglie e suo nipote Lot. Viaggiò tranquillamente verso sud, fermandosi solo per rendere omaggio al suo Dio in determinati siti sacri. La sua destinazione era il Negev, la regione arida che confina con la penisola del Sinai. Non vi rimase a lungo. Non appena il successore di Shulgi, Amar-Sin, salì sul trono nel 2047 a.C., Abram ricevette istruzione di recarsi in Egitto. Venne subito condotto alla casa del faraone e lì «ricevette greggi e armenti e asini, e schiavi e schiave, asini e cammelli». La Bibbia è piuttosto vaga sul perché di questi doni, tranne per il fatto che il faraone – sapendo che Sarai era la sorella di Abram – partiva dal presupposto che gli venisse offerta in moglie, il che suggerisce una sorta di trattato. Appare del tutto plausibile che questi negoziati internazionali – di livello così elevato – avessero luogo fra Abram e i sovrani egizi se notiamo che Abramo fece ritorno nel Negev, dopo un soggiorno di sette anni in Egitto, nel 2040 a.C.: lo stesso anno in cui i principi tebani dell’Egitto Superiore sconfissero la precedente dinastia dell’Egitto Inferiore, dando vita al Medio Regno unificato dell’Egitto. Un’altra coincidenza geopolitica! Abram, rifornito di uomini e cammelli, fece ritorno nel Negev appena in tempo per assolvere alla sua missione, ora ben chiara: difendere la Quarta Regione e il suo porto spaziale. Come rivela la narrazione biblica, poteva disporre di una forza di élite di Ne’arim – un termine tradotto di solito come “Giovani Uomini” – ma i testi mesopotamici usavano l’omologo LU.NAR (“Uomini-NAR”) per indicare coloro che cavalcano i cammelli. Ritengo che Abram, dopo aver appreso ad Haran della superiorità militare degli Ittiti, ottenne in Egitto un notevole esercito di cavalieri a cammello. La sua base a Canaan fu ancora nel Negev, l’area che confinava con la penisola del Sinai. Appena in tempo: un esercito potente – legioni di un’alleanza dei re enliliti – si mise in marcia non solo per schiacciare e punire le “città peccatrici” che avevano stretto alleanze con “altri dèi”, ma anche per catturare il porto spaziale. I testi sumeri che si occupano del regno di Amar-Sin, figlio e successore di Shulgi, ci informano che nel 2041 a.C. questi lanciò la sua maggiore (e ultima) campagna militare contro le Terre dell’Occidente cadute sotto l’influsso di Marduk/Nabu. Grazie a un’alleanza internazionale compì un’invasione unica nella storia, in cui vennero attaccate non solo le città degli uomini, ma anche le roccaforti degli dèi e dei loro figli. Fu davvero un evento di portata eccezionale, senza precedenti, al quale la Bibbia ha dedicato un intero capitolo della Genesi, il 14. Gli studiosi lo chiamano “la Guerra dei Re” perché il suo apice fu una grande battaglia che vide contrapposti un esercito composto da quattro “Re dell’Oriente” e le forze combinate di cinque “Re dell’Occidente”. Culminò poi in un’impresa militare notevole, a opera dei cavalieri di Abram. La Bibbia inizia il resoconto di quella grande guerra internazionale elencando i re e i regni dell’Oriente che «vennero e fecero guerra» all’Occidente: Al tempo di Amraphel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Khedorla’omer re dell’Elam e di Tideal re di Goim.

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