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giovedì 28 gennaio 2016

GENI EXTRATERRESTRI E RICERCA DI INFORMAZIONI GENETICHE EXTRATERRESTRI


Nel 2007 il sito Canadian National Newspaper riporta stralci di intervista al dottor Samuel C. Chang, del progetto Human Genome. Il dottor Chang é uno specialista in sequenziazione del DNA, studio del ‘junk DNA’, e analisi del DNA cromosomale. Sono famosi i suoi studi sulla attivazione e disattivazione del cromosoma X nelle femmine di mammiferi (DNA umano, di ratti, e ibrido) e sulle patologie derivanti da alterazioni genetiche in seguito a contrazione di virus. Il Dottor Chang commenta una analisi del junk DNA esprimendo la propria opinione personale:

"Our hypothesis is that a higher extraterrestrial
life form was engaged in creating new life
and planting it on various planets.
Earth is just one of them. Perhaps, after programming,
our creators grow us the same way we grow bacteria
in Petri dishes.
We can't know their motives - whether it was
a scientific experiment, or a way of preparing
new planets for colonization,
or is it long time ongoing business of
seedling life in the universe."

TRADUZIONE:
"La nostra ipotesi è che un extraterrestre superiore
forma di vita era impegnato nella creazione di una nuova vita
e piantando su vari pianeti.
Terra è solo uno di loro. Forse, dopo la programmazione,
i nostri creatori ci crescono allo stesso modo si cresce batteri
in piastre di Petri.
Non possiamo sapere le loro motivazioni - se fosse
un esperimento scientifico, o un modo di preparazione
nuovi pianeti per la colonizzazione,
o è da tempo in corso di affari
piantina vita nell'universo. "

 Da dove viene questa supposizione personale? Il dottor Chang spiega:

“Non-coding sequences, originally known as
‘junk DNA’, were discovered years ago,
and their function remained a mystery.
The overwhelming majority of Human DNA is ‘Off-world’
in origin. The apparent extraterrestrial junk
genes merely ‘enjoy the ride’ with hard
working active genes,
passed from generation to generation”

TRADUZIONE:
"Sequenze non codificanti, originariamente conosciuto come
'DNA spazzatura', sono stati scoperti anni fa,
e la loro funzione è rimasto un mistero.
La stragrande maggioranza del DNA umano è 'Off-mondo'
in origine. La spazzatura extraterrestre apparente
geni semplicemente 'godersi il giro' con hard
lavorando geni attivi,
tramandata di generazione in generazione "

e ancora:

“The alien chunks within human DNA have its own veins,
arteries, and its own immune system that vigorously
resists all our anti-cancer drugs”

TRADUZIONE:
"I pezzi alieno all'interno del DNA umano hanno le proprie vene,
arterie, e il proprio sistema immunitario che vigorosamente
resiste tutti i nostri farmaci antitumorali "

Una presentazione di un gruppo di ricerca genetica guidato da Wilfred Röling dell’ Università di Amsterdam e Hauke Smidt della Wageningen Universiteit mostra come la ricerca di materiale genetico su altri mondi (nel caso specifico Marte) sia una attività attualmente in corso, ben strutturata, e che parte da una metodologia ben definita. In particolare la presentazione definisce:

What does searching for extraterrestrial life imply, from the point of view of a
microbiologist? Searching for universal characteristics, such as:
· form of cell-organisation
· form of energy storage and conversion
· hereditable information

TRADUZIONE:
Che cosa significa la ricerca di vita extraterrestre implica, dal punto di vista di un microbiologo? Ricerca di caratteristiche universali, quali:
· Forma di cellula-organizzazione
· Forma di stoccaggio e la trasformazione dell'energia
· Informazioni ereditarie

La presentazione riporta anche gli step procedurali nel caso della ricerca di vita su Marte, che vediamo riassunti nell’ immagine seguente.

PARENTELE GENETICHE INATTESE:
Oltre ai già visti lavori di Brian Sykes e di Spencer Wells, altri studi genetici hanno appurato parentele genetiche molto controverse. E’ il caso della parentela dei Sardi con i Lidi, attraverso gli Etruschi. Lo studio di questa discendenza, divulgato da Dominique Briquel nel suo “L'Origine lydienne des Étrusques - Histoire de la doctrine dans l'Antiquité”, é stato completato poi dal genetista Alberto Piazza il quale ha confermato in maniera scientifica ciò che Briquel aveva analizzato sotto altri aspetti umanistici. La parentela dei Sardi e degli Etruschi é stata lungamente analizzata dal glottologo e specialista in linguistica sarda ed etrusca Massimo Pittau nei suoi vari libri, e negli articoli “I sardi nuragici venivano dall’ Asia Minore” e “Il DNA nella ricerca storica”. Ma nei Sardi esistono tracce anche di DNA mesopotamico tramite il ceppo sudovest-asiatico. E' quando ha scoperto il team del Genographic Project di Spencer Wells, le cui analisi ci vengoo proposte dal sito di antolpologia e genetica “Dienekes Anthropology blog” nell' articolo chiamato “ADMIXTURES analysis of Spencer Wells”. Questo articolo riporta l' analisi del corredo generico personale del genetista Spencer Wells paragonato con quello di 36 persone di altre popolazioni. Il grafico presente nell' articolo, riportato a pagina seguente, mostra che il DNA dei Sardi contiene per oltre il 90% corredo genetico 'sud-europeo', come é naturale aspettarsi, ma anche piccole percentuali di corredo genetico ovest--asiatico, sudovest-asiatico, nordeuropeo (probabilmente celte) e tracce non ben apprezzabili di ovest-africano. Teniamo bene in mente questa relazione Sardegna– Medioriente perchè ci torneremo più avanti per analizzare sia l' origine della civiltà sarda, sia le parentele linguistiche tra sardo e accadico. Un’ altra scoperta molto importante é stata quella dell’ aplotipo modale Cohen, una serie di mutazioni del cromosoma Y che fanno parte del corredo genetico dei sacerdoti giudei. Questa variante genetica é stata trovata da specialisti ormai vari anni fa, e resa nota da due studi in particolare pubblicati dall’ American Journal of Human Genetics. Il primo articolo, ad opera di Doron M. Behar, Mark G. Thomas, Karl Skorecki, Michael F. Hammer, Ekaterina Bulygina ed intitolato “Multiple Origins of Ashkenazi Levites: Y Chromosome Evidence for Both Near Eastern and European Ancestries”, e il secondo intitolato “The Y Chromosome Pool of Jews as Part of the Genetic Landscape of the Middle East” e pubblicato da Almut Nebel, Dvora Filon, Bernd Brinkmann, Partha P. Majumder, Marina Faerman e Ariella Oppenheim. Oltre a sfatare il mito della discendenza puramente matrilineare ebraica questi studi permettono di tracciare la storia genetica dei semiti. In questa direzione, altri studi hanno evidenziato che nel sudafrica sono presenti varie tribù imparentate con le popolazioni semite.

E’ il caso della popolazione dei Lemba, tra i quali oltre all’ aspetto genetico é ancora viva una tradizione sociale e religiosa del tutto simile a quella semita. Queste nozioni sono state divulgate da David McNaughton nel suo ‘Ancient Zimbabwe civilization’, dal quale leggiamo:

An African tribe in the extreme north of South Africa,
the Lembas, has a tradition that its male ancestry originally comprised
"white people from over the sea who came
to southeast Africa to obtain gold".
Some years ago, Tudor Parfitt and his colleagues at the University
of London established a DNA match between the Lemba
tribe and people in the Hadramaut region of the Yemen.
Particularly surprising was the discovery
that members of the most senior Lemba
clan displayed the Cohen Modal Haplotype,
which is a distinctive feature of Jewish priesthood.
This genetic pattern is carried by the Y-chromosome,
so it is passed through the male line.

TRADUZIONE:
Una tribù africana nell'estremo nord del Sud Africa,
il Lembas, ha una tradizione che la sua discendenza maschile originariamente comprendeva
"bianchi da oltre il mare che sono venuti
a sud-est Africa per ottenere l'oro ".
Alcuni anni fa, Tudor Parfitt ei suoi colleghi presso l'Università
di Londra stabilito una corrispondenza tra il DNA Lemba
tribù e la gente nella regione Hadhramaut dello Yemen.
Particolarmente sorprendente è stata la scoperta
che i membri del più anziano Lemba
clan visualizzata la Cohen modale Haplotype,
che è un tratto distintivo di sacerdozio ebraico.
Questo modello genetico è portato dal cromosoma Y,
quindi viene fatto passare attraverso la linea maschile.

E’ interessante notare il particolare riguardante la ‘gente bianca proveniente dal mare in cerca di oro’, ma del rapporto tra sudafrica e questo metallo parleremo abbondantemente più avanti. Un' altra parentela genetica inattesa, che conferma le teorie di Sitchin sul possibile passaggio di un gruppo di mesopotamici / anatolici lungo i percorsi indo-iranici per passare dalla Cina ed arrivare nelle Americhe, arriva da uno studio su 503 campioni di DNA maschile da 14 gruppi etnici della Cina occidentale. Le analisi mostrano la massiccia presenza dell' aplogruppo J2, di origine mesopotamica-anatolica, che ha ancora in queste zona la sua più alta diffusione:

Lo studio é stato pubblicato sul Journal of Human Genetics il 23 Aprile 2010 col titolo:
“Y-chromosome distributions among populations in Northwest China identify significant
contribution from Central Asian pastoralists and lesser influence of western Eurasians”.



[Fonte:Alessandro Demontis]



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