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martedì 24 novembre 2015

LE 4 REGIONI ANUNNAKI : LA PACE SULLA TERRA


Testi: frammenti epigrafici appartenenti a un cilindro d'argilla di Naram-Sin rinvenuto tra le rovine del tempio di Enlil a Nippur, raccolti da George A. Barton in Miscellaneous Babylonian Texts; Canto la canzone della madre degli déi; tavoletta K-3657, ricostruita da George Smith e tradotta da W.S.C. Boscawen in Transactions of the Society of Biblical Archaeology (vol. V).

Al termine della guerra le sette principali divinità si radunano nell'Harsag, nella dimora di Ninharsag, la quale si assume il ruolo di artefice della pace. Alla riunione sono presenti Enki e due suoi figli (Nergal e Marduk), insieme ad Enlil e tre suoi figli (Ninurta, Reshub e Sin). Enki si dice disposto ad abbandonare ogni pretesa sul Sinai e su Canaan, ma chiede che la sua famiglia mantenga il controllo sull'Egitto e in particolare sulle piramidi. Ninurta e Reshub si oppongono accanitamente, ma Enlil li sprona ad accettare la resa in nome dei benefici che la pace comporta. Lo stesso Enlil impone però che l'Egitto non sia governato né da Enki né da nessuno dei suoi figli che abbia preso parte alla guerra. L'Egitto viene perciò affidato a Ningishzida, che non ha partecipato alla guerra e che soprattutto è un figlio avuto da Enki con Ereshkigal, figlia di Sin e pertanto nipote di Enlil. Ningishzida è già famoso per la sua saggezza e per la sua impareggiata conoscenza dell'architettura. Marduk, che non possiede territori, ne diviene il coppiere, e approfitta della sua vicinanza al dio-governatore per imparare appunto l'architettura. Ninharsag rinuncia ai propri territori, così da poter mantenere il suo ruolo di mediatrice tra le famiglie di Enki ed Enlil evitando al contempo conflitti di interessi. Il Sinai e Canaan passano così alla famiglia di Enlil e la ripartizione del MedioOriente viene rivista. Il territorio di Reshub viene esteso verso sud a inglobare il Libano che in precedenza era stato di Shamash. Il Sinai e Canaan passano a Sin (è da questo momento che la penisola viene chiamata "Sinai"). Il territorio di Shamash viene ristretto al solo Monte Moriah, il cui insediamento prende nome Gerusalemme (Ur-Shulim, "la città del luogo supremo delle quattro regioni"), e vi viene assegnato il simbolo delle "quattro regioni". La ritrovata tranquillità consente la costruzione di nuove strade e di avamposti di protezione. La via marittima verso il Sinai viene migliorata con la costruzione di una città portuale chiamata Tilmun sulla costa orientale del Mar Rosso, dove si trova oggi la città di El-Tor. Alla via che dall'Egitto porta al Sinai, attraverso il Mar Rosso, si aggiunge una via di terra che unisce la stessa penisola alla Mesopotamia. Una rotta preesistente collega l'Eufrate con Harran, nella regione del fiume Balikh. Da qui il viaggiatore può scegliere se continuare verso sud lungo la costa del Mediterraneo - per la strada che i Romani chiameranno Via Maris - oppure procedere lungo la costa orientale del Giordano, lungo l'altrettanto famosa Via dei Re. La prima è la via più breve per raggiungere l'Egitto; la seconda porta al Golfo di Eilat, al Mar Rosso, in Arabia e Africa, come pure alla penisola del Sinai; si può anche raggiungere la sponda occidentale del Giordano attraverso vari punti di attraversamento. Uno di questi vede la costruzione sulle sponde opposte di due nuovi insediamenti: quello che oggi è Gerico sulla sponda occidentale, e quello che oggi è Tell Ghassul sulla sponda orientale (il profeta Elia attraversa il Giordano in questo punto nel libro omonimo). Le prime città Mesopotamiche, distrutte dal diluvio, sono ricostruite più a nord mantenendo gli stessi nomi. Sono passati pochi anni quando, forte degli insegnamenti di Ningishzida, Marduk viene convocato nei domini di Enlil per dirigere la costruzione di una nuova città: Babilonia. Ora le città non sono più luoghi riservati agli déi, ma gli esseri umani vi hanno libero accesso. La città di Eridu, essendo stata la prima colonia di Enki sulla Terra, viene di nuovo affidata a lui. Kish e Ur vengono poste sotto il controllo rispettivamente di Ninurta e Sin. La nuova città di Borsippa viene affidata a Nabu, figlio di Marduk. A questo punto gli Anunnaki decidono di consentire agli umani, una città alla volta, a turno, di autogovernarsi. Viene così affidata loro la "Brillantezza" o "Sovranità" e il suo portatore diventa il "sovrano". La sovranità scende prima su Kish per passare prima a Uruk, poi a Ur e infine a Babilonia. A questo punto, essendo il comando di Babilonia nelle mani degli uomini e non di Ninutra nei cui territori ricade la città, si apre una nuova possibilità per il dio senza-terra Marduk. Questi corrompe la popolazione di Babilonia e ottiene di farsi dare la "Sovranità". Forte di quest'ultima impone loro di costruire per lui una torre-palazzo chiamata Esagila (lett. "casa la cui cima è alta"), anche nota come "Torre di Babele". Intervengono allora Ninurta ed Enlil che radono al suolo la torre e disperdono gli abitanti della città, costringendo Marduk a riparare in Egitto. Al suo ritorno però la situazione è completamente cambiata: suo fratello Dumuzi, a cui era stato assegnato il controllo del Sudan, ha invaso l'Egitto spodestando Ningishzida. Quindi i Grandi Anunnaki che decretano i fati, stabilirono così di creare quattro regioni, tre per l’Umanità e una sacra riservata a loro stessi:  
-La Prima Regione nell’antico Eden, affinché vi regnassero Enlil e i suoi discendenti.  
-La Seconda Regione nella Terra dei Due Canali, affinché vi regnassero Enki e i suoi discendenti.  
-La Terza Regione, ben separata dalle altre due, in un territorio lontano affinché fosse concessa a Inanna.  
-La Quarta Regione, sacra e riservata ai soli Anunnaki, sarebbe stata la penisola del Luogo dei Carri.


Avendo preso finalmente la decisione sulle quattro regioni, Anu chiese infine notizie di Marduk; desiderava tanto riprendere in esame la punizione inflitta a Marduk, ma prima che la coppia regale si recasse nelle terre lontane, Anu e Antu visitarono l’Eden e le sue terre.  A Eridu Enlil si lamentò di Enki che teneva segrete le formule dei ME. Enki imbarazzato al padre promise di condividere con tutti le formule divine. Nei giorni seguenti, viaggiando a bordo di navicelle spaziali, Anu e Antu ispezionarono le altre regioni.  Poi, accomiatandosi dagli Anunnaki, con Enlil ed Enki, Ninurta e Ishkur, partirono alla volta delle terre al di là degli oceani. Lì, sapendo dell’arrivo del nonno, Ninurta costruì una dimora sulle rive del grande lago di montagna (Titicaca). Poi mostrò agli ospiti come venivano raccolte le pepite d oro, e mostrò loro come dalle pietre si estraeva un nuovo metallo, che combinandolo con abbondante rame, ne veniva creato uno nuovo molto più resistente: Anak, “fatto dagli Anunnaki”, lo aveva chiamato. Anu chiamò Lago di Anak il grande lago da cui proveniva il metallo. Poi, dalle terre dal nord, Marduk giunse al cospetto di Anu; Nabu, suo figlio, era con lui e gli raccontarono della morte di Sarpanit. Affranto Anu lo benedisse e lo perdonò. Dal nuovo luogo dei carri Anu e Antu partirono alla volta di Nibiru.

Piccola precisazione sul lago Titicaca:
Il Titicaca è un lago (8.330 km²) situato tra Perù e Bolivia. È il lago navigabile alla maggiore altitudine (3.812 m sopra il livello del mare) e presenta una profondità massima di 281 metri,ed è il diciannovesimo lago più grande al mondo. Il lago Titicaca prende il suo nome dall'isola chiamata Intikjarka, parola che deriva da due parole aymara e quechua: Inti ovvero Sole e kjarka ovvero masso rupestre. Un'altra ipotesi sostiene che derivi da Titi ovvero gatto o puma e kaka, cioè pietra. Il tutto significherebbe quindi puma di pietra, in quanto dall'alto, il lago avrebbe la forma di un puma che caccia una viscaccia (roditore della famiglia dei cincillà).

(fonte web Diego Marin + Zecharia Sitchin)

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