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venerdì 6 novembre 2015

Abgal


Dalle acque dell’oceano continuarono a estrarre l’oro. II cuore di Ea era colmo di apprensione.
Dal carro alcuni pezzi furono trasportati fuori, con essi fu assemblata una camera celeste.
Ea incaricò Abgal (colui che sa pilotare) di occuparsi della camera celeste.
Ogni giorno Ea si alzava in volo con Abgal, per imparare a conoscere la Terra e i suoi segreti.
Venne costruito un recinto per la camera celeste, fu collocata accanto al carro di Alalu.
Ogni giorno Ea studiò i cristalli nel carro di Alalu, per comprendere ciò che dai loro raggi veniva scoperto. Da dove proviene l’oro? Così chiese ad Alalu.
Dove si trovano sulla Terra le vene d’oro di Tiamat?
A bordo della Camera Celeste, con Abgal, Ea si alzava in volo, per imparare a conoscere la Terra e i suoi segreti. Sorvolarono grandi montagne, grandi fiumi scorsero nelle vallate.
Sotto di loro vi erano steppe e foreste, si estendevano per migliaia di leghe.
Annotarono la presenza di vaste terre separate dall’oceano, penetrarono il suolo con il Raggio Che Scandaglia il Suolo. L’impazienza cresceva su Nibiru. Può l’oro fornire protezione? Tale era il grido che si innalzava con maggior frequenza.Riunisci tutto l’oro, quando Nibiru si avvicina, devi consegnare l’oro! Così comandò Anu a Ea. Ripara il carro di Alalu, approntalo perché possa fare ritorno su Nibiru, che sia pronto al completamento dello Shar! Così disse Anu.
Ea ascoltava con attenzione le parole del re, suo padre. Ponderò come riparare il carro di Alalu.
Una sera la Camera Celeste fu fatta così atterrare accanto al carro, con Abgal vi entrarono, per compiere nell’oscurità una missione segreta. Rimossero le Armi del Terrore dal carro, tutte e sette
le portarono via. Le portarono alla Camera Celeste, al suo interno le nascosero.
All’alba Ea e Abgal si alzarono in volo a bordo della Camera Celeste, verso un’altra terra erano diretti. Lì, in un luogo segreto, Ea nascose le armi; in una grotta, in un luogo sconosciuto, le depose.
Solo allora Ea impartì ad Anzu l’ordine: gli comandò di riparare il carro di Alalu.
Di approntarlo per fare ritorno su Nibiru, perché, al completamento di uno Shar, fosse pronto.
Anzu, grande conoscitore dei carri, si mise prontamente all’opera. Fece rombare ancora i suoi propulsori; studiò attentamente le sue tavole.Ben presto scoprì l’assenza delle Armi del Terrore!
Anzu infuriato si mise a urlare; allora Ea così motivò il fatto di averle nascoste: giurammo di rinunciare all’uso delle armi! Così disse Ea. Non dovranno mai essere usate né nei cieli, né nelle Terre Ferme! Ma, senza di loro, il passaggio attraverso il Bracciale Martellato non sarà mai sicuro! Così replicò Anzu. Senza di loro, senza Ciò Che Getta l’Acqua, il pericolo è maggiore della durata del volo! Alalu, comandante di Eridu, valutò le parole di Ea; dette ascolto alle parole di Anzu.
Le parole di Ea sono confermate dal Consiglio di Nibiru! Così disse Alalu.
Ma se il carro non farà ritorno, Nibiru sarà condannata! Abgal, colui che sa pilotare, audacemente avanzò verso i capi. Io sarò il pilota, affronterò valorosamente i pericoli! Così affermò.
La decisione fu così presa: Abgal sarà il pilota, Anzu resterà sulla Terra!
Su Nibiru, Coloro che Studiano le Stelle esaminarono i destini degli dèi celesti, scelsero un giorno propizio. Nel carro di Alalu vennero portati recipienti colmi di oro.
Abgal entrò nella parte anteriore del carro, occupò il posto del comandante.
Dal suo carro, Ea gli diede una "Tavola del Destino".
Sarà per te "Ciò Che Mostra il Cammino", con il suo aiuto troverai la strada!
Abgal risvegliò le Pietre Fiammeggianti; il loro ronzio era come dolce musica alle sue orecchie.
Ravvivò il Grande Motore Rombante del carro, esso emanava un fulgore fiammeggiante.
La moltitudine degli eroi si era riunita intorno a Ea e Alalu; ad Abgal tutti auguravano buon viaggio.
Indi il carro si sollevò con un gran rombo, ai cieli ascese!
Notizia dell’ascesa fu irradiata a Nibiru; col fiato sospeso Nibiru restava in attesa.
Con perizia Abgal guidava il carro. Compì un circuito attorno a Kingu, la Luna, per acquistare velocità grazie ai poteri della sua rete. Percorse mille leghe, diecimila leghe verso Lahmu, per fare rotta su Nibiru con il potere della sua rete. Oltre Lahmu il Bracciale Martellato era come un vortice.
Con destrezza Abgal fece scintillare i cristalli di Ea, per individuare i percorsi aperti.
Su di lui vegliava con benevolenza l’occhio del Fato!Oltre il Bracciale il carro riceveva i segnali irradiati da Nibiru: verso casa, verso casa era la direzione giusta. Avanti, nell’oscurità, Nibiru brillava di un colore rossastro; era una visione da togliere il respiro! Il carro era ora guidato dai segnali irradiati.Tre volte orbitò attorno a Nibiru, per rallentare grazie alla forza della sua rete.
Avvicinandosi al pianeta, Abgal riuscì a scorgere la frattura nella sua atmosfera.
Si sentì stringere il cuore, pensava all’oro che stava trasportando.
Passando attraverso la densa atmosfera, il carro si surriscaldò, il calore era soffocante.
Con perizia Abgal dispiegò le ali del carro, arrestandone così la discesa.
Poco più in là vi era il luogo dei carri, una vista rassicurante.
Dolcemente Abgal fece discendere il carro in un luogo che i raggi avevano scelto per lui.
Aprì il portello; una grande folla era lì riunita! Anu andò verso di lui, lo abbracciò, con calore gli diede il benvenuto. Gli eroi si affrettarono a entrare nel carro, ne uscirono trasportando i recipienti colmi d’oro. Li tenevano in alto, sollevati sulle loro teste.
Anu gridò parole di vittoria alla folla lì riunita: ecco la salvezza! Così diceva loro.
Abgal fu condotto al palazzo, ivi fu scortato per riposare e raccontare ogni cosa.
L'oro, visione invero abbagliante, venne subito preso in consegna dai saggi.
Venne portato via per essere ridotto in polvere fine, da scagliare in alto nel cielo.
La creazione durò tutto uno Shar, un altro Shar proseguirono gli esperimenti.
Con dei razzi la polvere venne scagliata verso il cielo, con i raggi dei cristalli venne dispersa.
Laddove prima c’era la frattura, ora essa era sanata!
La gioia pervase il palazzo, ci si aspettava abbondanza nella regione.
Anu irradiava parole di elogio verso la Terra: l’oro ci dona la salvezza! Che continui l’estrazione dell’oro! Quando Nibiru giunse nei pressi del Sole, la polvere d’oro fu disturbata dai suoi raggi.
La riparazione dell’atmosfera si attenuò, ampia la frattura si riaprì.
Anu ordinò allora ad Abgal di ritornare sulla Terra; a bordo del carro un numero ancora maggiore di eroi viaggiò. Nelle sue viscere venne stipato un numero ancora maggiore di Ciò che Risucchia ed Espelle le Acque. A Nungal venne ordinato di unirsi a loro nel viaggio, per essere il copilota di Abgal. Grande fu la gioia quando Abgal ritornò a Eridu. Molti furono i saluti e gli abbracci!
Con attenzione Ea esaminò le nuove attrezzature per l’estrazione dall’acqua.
Il sorriso era sul suo volto, ma il suo cuore era stretto in una morsa.
Nel corso di uno Shar, Nungal era già pronto a ripartire a bordo del carro.
Nelle sue viscere il carro trasportava solo pochi recipienti colmi di oro.
In cuor suo Ea già prediceva la delusione in agguato su Nibiru!
Con Alalu Ea ebbe uno scambio di opinioni; ciò che già sapevano discussero di nuovo:
Se la Terra, la testa di Tiamat, era stata troncata nella Battaglia Celeste, dov’era il collo, dove erano state tranciate le sue vene d’oro?
Dalle viscere della Terra dove sporgevano le sue vene d’oro?
A bordo della Camera Celeste Ea sorvolò montagne e vallate.
Con lo Scandaglio esaminò le terre, separate dagli oceani.
E l’indicazione continuava a essere sempre la stessa: laddove il terreno asciutto era stato separato da un altro terreno asciutto, emergevano le viscere della Terra.
Laddove la massa terrestre aveva la forma di un cuore, nella sua parte inferiore, le vene d’oro delle viscere della Terra abbondavano!

Fonte: "Il libro perduto del dio Enki" di Z. Sitchin

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