Cerca nel blog

venerdì 10 luglio 2015

IL CARTIGLIO DI KHUFU

Spinto dalle esplicite richieste di alcuni miei lettori, mi sono deciso ad affrontare uno degli argomenti più spinosi della cosiddetta 'archeologia misterica': l' attribuzione al
faraone Khufu della Grande Piramide di Giza. Se ho deciso di affrontare l' argomento
é perchè mi son reso conto che da ormai oltre 30 anni continuano ad esistere due punti
di vista antitetici sul problema, anche se ormai ogni dubbio dovrebbe esser già
stato fugato. Con buona pace degli accademici e degli egittofili maniacalmente
attaccati alla versione comune, ormai si può affermare con certezza che la base su
cui fu fatta questa attribuzione non é altro che una mistificazione, creata dallo
staff del colonnello Vyse, e portata avanti in tempi più recenti dallo staff
responsabile degli scavi archeologici di Giza. Ma per capire bene bisogna fare un
piccolo riassunto. Nel 1837 il colonnello Howard Vyse riuscì a penetrare in
alcune camere nascoste (chiamate poi camere di compensazione) della Grande
Piramide, e vi 'scoprirono' delle scritte rossastre.Tra queste scritte vi erano vari
cartigli, alcuni completi e altri incompleti, e tra questi uno molto particolare che
costituisce il fulcro della vicenda. Il cartiglio, ricopiato a mano da Vyse e pubblicato
nel suo resoconto delle spedizioni (esattamente alla pagina riguardante il
27 Maggio 1837) conterrebbe secondo Vyse stesso e tutti i suoi sostenitori,
il nome KHUFU scritto in ieratico,e sarebbe quindi la prova del fatto che fu questo
faraone a far costruire la piramide, o quantomeno che la piramide fosse stata costruita
in suo onore e quindi al suo tempo.Il cartiglio come pubblicato nel diario di
 Vyse é riportato nelle due immagini qui sotto:


Fin da subito, qualcuno mosse obiezioni al fatto che questo cartiglio si dovesse leggere KH-U-F-U perchè (per esempio secondo Samuel Birch, eminente egittologo del British Museum,che commentò la scoperta lo stesso anno) il fonema letto come KH era sbagliato.
Nel XX secolo fu Zecharia Sitchin il primo a portare a galla questo 'problema' sostenendo sia che Vyse o i suoi colleghi Hills e Perring dipinsero a mano i cartigli, sia che il nome
non si dovesse leggere KHUFU ma RAFU. Limitandoci a trattare solo la parte linguistica, bisogna specificare che il disegno riportato da Vyse di fatto non mostra assolutamente quello che é il carattere ieratico per KH. Per due motivi:
 
1) per prima cosa ogni carattere ieratico é reso fonemicamente con una lettera, e non con una sillaba. I 4 ieratici presenti nel cartiglio, nello specifico, si leggono H – W – F – W e vanno letti da destra a sinistra. Il disco con la macchia che si stacca dalla parte bassa e
arriva fino a circa il centro, si legge infatti H e non KH. Per leggere KH ci sarebbe dovuto essere prima un altro simbolo, riportato nell' immagine sotto. Gli studiosi ci dicono che la H di quel ieratico é una H aspirata che si scrive KH per semplicità, ma questa
spiegazione é ricorsiva, perchè basata proprio sulla presunta lettura dello ieratico
di questo cartiglio.
 
2) il cerchio con quella macchietta non corrisponde al geroglifico che si legge KH, ma a quello che si legge RA. Infatti quella macchia che si vede, risulta essere un pallino tracciato al centro del cerchio, l' inchiostro del quale sia colato verso il basso.
 
 
Questo secondo punto ci introduce a quella che é la base della frode 'moderna'
perpetrata dallo staff di Hawass. Sappiamo che la scritta non é in egiziano geroglifico ma in ieratico, e sappiamo che lo ieratico era un modo di scrivere parallelo e non successivo al geroglifico; era comunque un sistema di scrittura ad esso molto simile, come fosse una
'semplificazione' del geroglifico. Esistono varie tabelle di comparazione dei segni ieratici con quelli geroglifici, per esempio questa:

In questa tabella é possibile vedere nella prima riga la scrittura ieratica, nella seconda riga la scrittura geroglifica corrispondente, e nella terza riga la resa fonetica. Come si può vedere chiaramente, il geroglifico a forma di cerchio con barre orizzontali é reso in ieratico da un cerchio vuoto, e si legge H. A questo punto dobbiamo fare alcune considerazioni importanti: se lo scriba avesse voluto rendere H (o KH secondo gli egittologi) avrebbe disegnato in ieratico un cerchio vuoto, e non un cerchio con qualcosa
dentro, come invece riportato da Vyse. Inoltre, visto che effettivamente nel disegno
di Vyse c' é qualcosa dentro il cerchio, questo qualcosa non è assolutamente il contenuto del geroglifico che si legge H (o KH). La differenza che passa tra le righe orizzotali e quella macchietta é evidente. Insomma,la questione sembrerebbe essersi arenata su
queste domande: come si legge quel cerchio con la macchia dentro? E' lo ieratico o geroglifico per KH o no? Il disegno di Vyse è fedele o no? L' unica maniera per dipanare questa matassa é, e lo é sempre stato, avere accesso a una FOTO REALE del cartiglio e non alle riproduzioni fatte da Vyse. Ebbene, fino a pochi anni orsono NESSUNA FOTO era mai stata rilasciata o pubblicata ufficialmente. Lo stesso Hawass fu al centro di serie
polemiche con studiosi di archeologia alternativa (Erich Von Daeniken, Alan Alford, Zecharia Sitchin, Robert Bauval) che lo misero sotto accusa, sostenendo che egli sapesse bene che il cartiglio non contiene il nome del faraone. Sitchin ebbe con Hawass
numerosi incontri, vari scambi epistolari, e alcuni diverbi. Sitchin fu dapprima invitato
da Hawass a un tour della Grande Piramide, ma poi Hawass gli impedì di scattare fotografie all' interno. Non solo, durante la unica ispezione che gli fu permessa Sitchin ebbe un grave incidente (mai chiarito) che lo costrinse a ripartire dal' Egitto. Hawass da quel momento vietò ogni visita alla stanza contenente il cartiglio. Fino a quando, un giorno, fu pubblicata la PRIMA foto del cartiglio, che vediamo qui sotto:
 
Hawass fece pubblicare questa foto per rispondere alla asserzione fatta da Sitchin e da alcuni altri studiosi secondo i quali questo cartiglio fu disegnato da Vyse. Hawass
sostenne che siccome la parte terminale del cartiglio coincide con il taglio di un
altro masso, il cartiglio stesso doveva essere stato disegnato PRIMA che questi due
massi fossero posati. Ma ciò é fasullo, il disegno potrebbe anche essere stato volutamente fatto successivamente creando ad arte questo particolare. Ma torniamo al latto prettamente linguistico. Abbiamo detto che, se scritto in ieratico, il cerchio sarebbe dovuto essere completamente vuoto. Se scritto in semi-ieratico o in geroglifico invece avrebbe dovuto contenere le linee orizzontali per poter essere letto KH. Per intenderci, nei
manuali di egittologia, il cartiglio di KHUFU viene disegnato in questo modo:
E la figura seguente mostra il disegno fornito dallo stesso Hawass:
Ora compariamo il cerchio di questa scrittura con quella di Vyse:
 
Si nota subito che il contenuto del cerchio é assolutamente diverso. Sitchin fa notare che secondo lui il cerchio disegnato da Vyse é la versione semi-ieratica del geroglifico
RA, che si rappresentava così:
 
Confrontiamo i 3 segni:
Da questa comparazione é evidente che il simbolo centrale,quello disegnato da Vyse, e quindi testimonianza ORIGINALE di ciò che c' é scritto nella piramide, é più simile a RA che a KH. Con questo abbiamo mostrato che, quando Vyse trovò il cartiglio, nel renderlo 'KHUFU' sbagliava assolutamente. Ma veniamo ora alla frode MODERNA.Ho sostenuto che Hawass o qualcuno del suo staff abbiano volutamente manipolato l' argomento per sostenere la tesi di Vyse sposata dagli egittologi accademici, e cioè che il cartiglio riporti KH e non RA. Come é stata fatta questa manipolazione? Semplicemente intervenendo direttamente sul cartiglio della Grande Piramide!!Per provarlo dobbiamo guardare bene la foto fornita dallo stesso Hawass, ingrandendola per notare il cerchio in essa rappresentato:


Nella foto ingrandita sono stati esaltati colore e contrasto,per evidenziare che il cerchio all' estrema destra contiene vari segni rossi. Questa foto però, estremamente angolata,
non permette di fare grandi osservazioni... la foto a mio avviso é stata scattata volutamente con questo angolo per impedirne la chiara lettura.Ma forte delle sue convinzioni, Hawass ha permesso il rilascio di UN' ALTRA foto, scattata da Rainer Stadelmann,uno dei massimi esperti egittologi e, neanche a farlo apposta, suo amico e collega. La foto seguente lo ritrae all' Egyptian Museum del Cairo:

La nuova foto é decisiva al fine della mia indagine, e rappresenta secondo me la prova che Hawass o qualcuno del suo staff abbiano, in tempi relativamente recenti, manomesso il cartiglio!!


Guardiamo il cerchio alla fine del cartiglio: esso mostra chiaramente 3 linee orizzontali, ed é la esatta rappresentazione del GEROGLIFICO che si legge (K)H, ed è totalmente diversa da quella riportata da Vyse. Per chiarezza, eccole paragonate:



Ma allora come giustificare che il cartiglio, nella foto di Stadelmann, contiene 3 segi IERATICI e 1 segno GEROGLIFICO?E guardate bene il cerchio con le 3 linee orizzontali: la linea centrale contiene un 'rigonfiamento'. Esso sembra proprio un piccolo pallino sul quale sia stata tracciata successivamente una linea orizzontale, come per mascherarlo o cancellarlo!! Come mai Vyse non riportò queste 3 linee nel suo disegno? Come mai il presunto scopritore del cartiglio ne avrebbe riportato nei suoi diari una versione così bizzarra e lontana da ciò che compare nella foto??
L' unica soluzione é questa: Vyse disegnò nella piramide un cartiglio sbagliato, usando un cerchio contenente un piccolo pallino al centro, e così lo disegnò nel suo diario. Il
cartiglio, così come scritto, si leggeva RAUFU. Decenni dopo, in tempi relativamente recenti, qualcuno (secondo me Hawass o i suoi assistenti) ha alterato questo cartiglio per
renderlo conforme alla lettura ipotizzata di KHUFU, commettendo però un grossolano errore, cioè utilizzando un geroglifico anzi che un ieratico. Questo perchè nel disegno
esisteva già un cerchio contenente qualcosa all' interno, che non si poteva cancellare ma solo alterare con uno 'sbaglio su uno sbaglio'.
(Accuso apertamente lo staff di Zahi Hawass di aver manipolato l' unica cosiddetta 'prova' di attribuzione della piramide al faraone Khufu.)
 
Di Alessandro Demontis







 
 
 



Nessun commento:

Posta un commento