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lunedì 1 giugno 2015

LA GUERRA TRA NINURTA E MARDUK

Molto interessante sia dal punto linguistico che da quello mitologico é il racconto della guerra tra Ninurta e Marduk, analizzato da Zecharia Sitchin nel suo libro ‹Guerre atomiche al tempo degli dei›. E un testo enlilita (chiaramente di parte) chiamato ‘a cir-sud to Ninurta’ o Ninurta’s Exploits che riassume e racconta alcune delle genta eroiche di questo dio. In primis viene esaltata la figura di Ninurta, più avanti nel testo si arriva alla lotta contro Azag (o Ashar in alcune versioni), ed è questa la parte che ci interessa.
Alla riga 26 viene introdotta la figura dell’ Azag presentandola come il figlio ‘impudente ed arrogante’ nato dall’ unione del Cielo e della Terra:
“Heaven copulated with the verdant Earth, Ninurta: she has born
him a warrior who knows no fear -- the Asag, a child who sucked
the power of milk without ever staying with a wet-nurse, […],
a murderer from the mountains, a youth who has come forth from
[....], whose face knows no shame; impudent of eye, an arrogant male”
Ma chi è a parlare? Non è un uomo, un sacerdote, o un guerriero a raccontare queste cose a Ninurta, ma la sua ARMA, chiamata in sumero ‘CAR.UR’ (shar.ur) come leggiamo nel passaggio:
“the Car-ur cried out aloud to its master”
Il corrispettivo passaggio sumero è:
car2-ur3-e an-ta lugal-bi-ir gu3 mu-na-de2-e en”
Il termine Car-Ur, che nel testo non viene tradotto, significa letteralmente: ‘abbatte una miriade’ come vediamo dalla stessa traduzione dell’ ETCSL:
 
 
 
Poi di Asag viene detto che:
“it has sired offspring in the mountains, and spread its seeds far and wide.
The plants have unanimously named it king over them; like a great wild bull,
it tosses its horns amongst them. The CU, the SAJKAL, the ESI (diorite),
the USIUM, the KAGENA (haematite), and the heroic NU stones,
its warriors, constantly come raiding the cities”
I nomi nelle parentesi sono le traduzioni che gli studiosi hanno fatto di queste pietre che sono, secondo il racconto, i ‘guerrieri’ di Asag che effettuano scorribande nelle città.
Bisogna notare la prima riga in cui si dice che le ‘piante lo hanno riconosciuto re tra di loro’. Il termine ‘piante’ nella versione originale è U2 ma viene preceduto da NA4 che viene utilizzato davanti ai nomi come CU ed ESIG per identificarli come pietre, non piante. Sono quindi le pietre ad averlo scelto come re, non le piante. Per chiarire l’ equivoco riporto qui il passaggio originale del testo:
tec2-ba mu bi2-ib2-sa4 «na4»u2 lugal-bi-ce3
tradotto come:
‘le pietre/piante alla unanimità hanno nominato re’.
Ci stiamo quindi formando una panoramica della situazione: viene rivelato a Ninurta che un personaggio, chiamato Azag, alla testa di una serie di guerrieri / pietre, sta effettuando scorribande nelle città. Di quali città si parli non è dato saperlo dal testo in modo diretto, le uniche collocazioni geografiche che si possono trarre sono che l’ evento si svolge al di fuori della Mesopotamia.
A questo punto Ninurta decide di muovere battaglia perché Asag sta guadagnando sempre nuovi territori e sottomettendo nuove città. Nel testo leggiamo:
Its face is deformed, its location is continually changing;
day by day, the Asag adds territories to its domain. But you will force
 it into the shackles of the gods. You, Antelope of Heaven, must
trample the mountains beneath your hooves, Ninurta, lord, son of Enlil.
 Who has so far been able to resist its assault?
Ecco che Ninurta va in battaglia con delle armi particolari, alle quali arriva pronta la controffensiva di Asag:
The lord arose, touching the sky; Ninurta went to battle, with one step (?)
he covered a league, he was an alarming storm, and rode on the
eight winds towards the rebel lands. His arms grasped the lance.
The mace snarled at the mountains, the club began to devour all the enemy.
He fitted the evil wind and the sirocco on a pole (?),
he placed the quiver on its hook (?).
Intanto si capisce che Ninurta si muove in aria volando, si dirige verso le terre del nemico, e inizia ad attaccare le ‘montagne’ dove Asag si stava proteggendo. A questo punto abbiamo una possibile indicazione geografica che identificherebbe il Sinai (a ovest) o la zona del Tauro (a est, antica Anatolia). Personalmente reputo che la seconda possibilità sia da scartare in quanto il Tauro era sotto il dominio di Ishkur, fratello di Ninurta, e anch’ egli personalità molto belligerante. Il fatto che Ishkur non venga menzionato in questo testo sembrerebbe escludere che il tutto succeda nei suoi territori.
Fermiamoci ad osservare le armi usate da Ninurta: si parla di una non meglio precisata ‘lancia’ o ‘mazza’, di un ‘vento malvaggio’ e di una ‘faretra’ (quiver) agganciata ad un uncino. I termini sumeri usati per descrivere queste armi sono:
* jic-gid2-da = ‘spirito (cosa invisibile) vicino’ o ‘spirito che protegge’ o ‘colui che oscura’ (derivando da GIG = nero e DIM = rendere)
* jic-mi-tum = ‘faretra del decreto divino’ o ‘faretra del potere del dio’
* jic-tukul = mazza
In tutti e tre i casi è specificato che si tratta di oggetti materiali, artefatti, costruiti, come evidenziato dal prefisso GISH. Se rapportiamo questi termini a una tecnologia aerea (ricordiamo che Ninurta si muove in volo) si possono scorgere le descrizioni di missili (il ‘gidda’ e il ‘tukul’) e dei loro alloggiamenti (il ‘mitum’).
Si doveva trattare, almeno nel caso dei GID.DA di una arma (o missile) capace di colpire chimicamente o biologicamente, perché quando questa arma viene scagliata:
“People gasped for breath (?); those people were ill, they hugged themselves,
[…]The lord caused bilious poison to run over the rebel lands”
Le persone non riescono a respirare, si ammalano, e sono attaccate da un ‘veleno biliare’, cioè all’ interno dei loro corpi si riversa la bile avvelenandoli.
Ma Asag non resta fermo e contrattacca con un’ arma descritta come un vortice o una tempesta che produce fuoco:
An enormous hurricane, irresistible, went before the hero, stirred up
the dust, caused the dust to settle, levelled high and low, filled the holes.
It caused a rain of coals and flaming fires; the fire consumed men.
It overturned tall trees by their trunks, reducing the forests to heaps
[…]It reduced the animals of the open country to firewood, roasting
them like locusts. It was a deluge rising and disastrously ruining the mountains.
E’ questa una bellissima descrizione di un’ arma molto potente capace di innalzare nubi di polvere, produrre fuochi che investono e uccidono gli uomini, sradicare alberi e farli volare via, bruciare come legna gli animali, e addirittura ‘rovinare le montagne’.
Successivamente Ninurta libera la sua ‘arma dalla testa di leone’, il Car.Ur, che viene descritta come:
In his heart he beamed at his lion-headed weapon, as it flew up like a bird,
trampling the mountains for him. It raised itself on its wings to take away
prisoner the disobedient, it spun around the horizon of heaven to find
out what was happening. Someone from afar came to meet it,
brought news for the tireless one, the one who never rests,
whose wings bear the deluge, the Car-ur.
questa arma è descritta come qualcosa che vola roteando (it spun). Inoltre sembra che questa arma abbia in qualche modo la capacità di ‘trasmettere’ a Ninurta o ‘registrare cosa succede’ (to find out what was happening), e abbia un effetto devastante (trampling the mountains).
A questo punto il Car.Ur riporta a Ninurta ciò che ha visto. Dopo aver ‘adulato’ Ninurta con nomi altisonanti e ricordandogli tutti i nemici che ha già sconfitto, lo ammonisce di non andare in battaglia contro Asag poiché questo dio è troppo potente per lui:
"But lord, do not venture again to a battle as terrible as that. […]
Ninurta, lord, full of fearsomeness, who will hurry towards the
mountains, proud hero without fellow, this time you will not equal
the Asag! Ninurta, do not make your young men enter the mountains."
Ninurta però non dà ascolto alla sua arma Car.Ur e avanza in battaglia:
the lord stretched his leg to mount the onager, and joined the battalions
....... He spread over the mountains his great long ......, he caused ......
to go out among its people like the ....... He reached ....... He went into
the rebel lands in the vanguard of the battle. He gave orders to his lance,
and attached it ...... by its cord; the lord commanded his mace, and it
went to its belt. The hero hastened to the battle, he ...... heaven and earth.
He prepared the throw-stick and the shield, the mountains were
smitten and cringed beside the battle legions of Ninurta.
Ma anche Asag risponde agli attacchi di Ninurta e in questo passaggio abbiamo un primo riferimento alla figura di Marduk:
The Asag leapt up at the head of the battle. For a club it uprooted the sky,
took it in its hand; like a snake it slid its head along the ground.
It was a mad dog attacking to kill the helpless, dripping with sweat on its
flanks. Like a wall collapsing, the Asag fell on Ninurta, the son of Enlil.
Like an accursed storm, it howled in a raucous voice; like a gigantic snake,
it roared at the Land. It dried up the waters of the mountains, dragged
away the tamarisks, tore the flesh of the Earth and covered her with
painful wounds. It set fire to the reedbeds, bathed the sky in blood,
turned it inside out; it dispersed the people there.
La risposta di Asag all’ attacco di Ninurta è così potente e distruttiva che gli Anunnaki tutti si spaventano e scappano. Nel testo viene detto che Anu era 'sopraffatto’, e che Enlil si nascose in un angolo e corse da sua moglie a piangere perché:
"My wife, my son is no longer here; what is there to support me?
The lord, the authority of the E-kur, the king who imposes the
strong shackle for his father, a cedar rooted in the abzu, a
crown with broad shade, my son, my security -- he is not here
any more: who will take me by the hand?"
Ma qui c’ è un colpo di scena: l’ arma Car.Ur di Ninurta lo ha salvato proteggendolo come ‘chiuso in una busta’; il testo afferma che ‘lo stupefacente splendore avviluppava Ninurta come un abito’:
The weapon which loved the lord, obedient to its master, the Car-ur
...... for Lord Ninurta to his father in Nibru ....... The awesome
splendour enveloped Ninurta like a garment
E a questo punto Enlil manda a Ninurta una serie di istruzioni su come attaccare Asag:
My master, ...... for you, Enlil has said: "As the Deluge (i.e. Ninurta) ,
before whom the venom has piled up, attacks the enemy, let him take
the Asag by the shoulder, let him pierce its liver,
let my son enter with it into the E-kur.
In questo passaggio abbiamo per la prima volta l’ utilizzo del nome E.Kur per descrivere una struttura diversa dal tempio di Enlil. Enlil consiglia a Ninurta di attaccare Asag ‘alle spalle’ e di ‘ferire i suoi fianchi’. Ma cosa è questo E.Kur? Se a Nippur l’E.Kur era appunto il tempio di Enlil, questo nome al di fuori di Sumer deve indicare, come dice il nome, una ‘casa (E) come una montagna (Kur)’. Tutta la guerra si svolge, secondo il testo, in non precisate montagne… ma a questo punto abbiamo un altro indizio:
My master: the Asag has constructed a wall of stakes
on an earthen rampart; the fortress is too high and cannot
be reached, ...... its fierceness does not diminish
Asag quindi si è riparato in una fortezza altissima come un ‘bastione’. La fortezza era dunque un qualcosa di artificiale, una costruzione altissima simile ad una montagna.
Ninurta continua la sua offensiva con altre armi che sconquassano la montagna:
The lord ...... the wind. In his battle he smote the mountains with
a cudgel. The Car-ur made the storm-wind rise to heaven, scattering
the people; like ...... it tore. Its spittle alone destroyed the townspeople.
The destructive mace set fire to the mountains, the murderous weapon
smashed skulls with its painful teeth, the club which tears out entrail
s piled up noses. The lance was stuck into the ground
and the crevasses filled with blood
Ma nonostante questo Ninurta viene di nuovo avvisato di non tentare di battere la ‘tempesta’ di Asag:
Hero, ah, whatever further awaits you, do not on any account meddle
with the hurricane of the mountains […] It is a blister whose smell is foul
[…]My master, it has been created against you as a god; who can help you?
Hero, it falls on the land as a whirlwind, it scrubs it as if with saltwort, Ninurta,
it chases the onagers before it in the mountains. Its terrifying splendour
sends the dust into clouds […]The sheepfolds have been closed by
ghostly demons. It has dried up the waters in the ground.
In the whirlwind storm, the people are finished.
Sembra questa la descrizione di una sorta di ‘nube radioattiva’ o comunque un’ arma capace di avvelenare, far evaporare l’ acqua, dall’ odore fetido, capace di uccidere chi la respira.
Nonostante ciò Ninurta non si dà per vinto e continua l’ attacco in preda alla rabbia. E’ qui che riesce a contenere l’ ira di Asag, il quale si vede in difficoltà:
Like a bird of prey the Asag looked up angrily from the mountains.
He commanded the rebel lands to be silent and ....... Ninurta approached
the enemy and flattened him like a wave (?).
The Asag's terrifying splendour was contained, it began to fade,
it began to fade. It looked wonderingly upwards.
Dunque qui abbiamo un passaggio che identifica Asag come un personaggio in carne ed ossa, nonostante questo mito sia descritto spesso dagli studiosi come una sorta di ‘spiegazione’ di come Ninurta combattè la montagna e ne ricavò le pietre grezze che donò poi alla popolazione di Sumer. Asag dunque osserva l’ attacco di Ninurta dalla sua fortezza, guardando verso l’ alto, altro indizio che l’ attacco di Ninurta si svolge in volo.
Asag viene sconfitto e catturato, portato via dalla sua fortezza, e condotto davanti agli ‘dei della terra’:
When he had brought the Asag which he had slain to the condition
of a ship wrecked by a tidal wave, the gods of the Land came to him.
Like exhausted wild asses they prostrated themselves before him,
and for this lord, because of his proud conduct, for Ninurta,
the son of Enlil, they clapped their hands in greeting
Da questo momento Asag verrà ricordato con un altro nome: ‘Pietra Zalag’. Questo passo è molto controverso:
" From today forward, do not say Asag: its name shall be Stone.
Its name shall be zalag stone, its name shall be Stone”
Cosa è questa ‘zalag stone’? Il termine Zalag in sumero significa ‘splendente’. Il passaggio sumero che corrisponde a questo decreto è:
[ud]-da-ta a2-sag3 nam-ba-DI na4 mu-bi he2-[em]
na4 na4.zalag mu-bi he2-em na4 mu-bi he2-em
Na4.Zalag in sumero significa ‘pietra splendente’ .
Saltiamo ora di qualche riga nel testo e troviamo un punto in cui Ninurta, dopo aver assicurato Asag alla giustizia, si ricorda di sua madre Ninmah, che per lui era intervenuta durante la battaglia. Il testo recita che ‘siccome tu per me andasti alla montagna nelle terre ribelli, sia essa chiamata Hursag, e tu ne sia la sua signora’:
"Lady, since you came to the mountains, Ninmah ('Great Lady'),
since you entered the rebel lands for my sake, […] let the name
of the pile which I, the hero, have piled up be 'Mountain' (hursaj)
and may you be its lady (nin): now that is the destiny decreed
by Ninurta. Henceforth people shall speak of Ninhursaja.”
Ecco che qui abbiamo un altro indizio su dove si svolgeva la guerra. Hur.Sag significa letteralmente ‘montagna di testa’, o ‘montagna principale’. Indica una montagna altissima, che da A.R. George nel suo “Babylonian topographical texts” viene descritta come la ‘montagna che tocca il cielo’. Si tratta dunque di una delle vette più alte, se non la più alta, della zona del medioriente. Le possibili montagne candidate sono quelle del Sinai. Tutt’ intorno infatti non ci sono montagne così alte. Inoltre in antichità quello che ora chiamiamo Monte Santa Caterina era conosciuto proprio con questo attributo ‘la montagna che tocca il cielo’.
Successivamente, ristabilitasi la calma, Ninurta si rivolge ai ‘guerrieri di Azag’, le famose ‘pietre’ che lo avevano eletto come re.
Questo è un passaggio molto importante perché è da qui che gli studiosi hanno tratto la loro conclusione che questo mito avesse, in un certo senso, una funzione ‘esplicativa’ della nascita della lavorazione dellel pietre da parte della popolazione di Sumer.
I nomi di queste pietre sono spesso esplicativi. Si tratta di 45 o 46 pietre diverse (il testo non permette di capire, in un certo punto, se due frasi son rivolte alla stessa pietra o a due pietre diverse). La formula con cui Ninurta si rivolge a queste ‘pietre’ è sempre uguale e rispecchia lo schema: ‘ tu pietra X, siccome hai ---- da ora in poi il tuo destino sarà ---‘. Riporto di seguito ciò che Ninurta dice alla prima pietra:
419-434 "U stone (emery), since you rose against me in the Mountains, since you barred the way (2 mss. have instead: seized me) so as to detain me, since you swore to put me to death, since you frightened me, Lord Ninurta, on my great throne; you are powerful, a youth of outstanding strength: may your size be diminished. A mighty lion, confident in its strength, will tear you into pieces, the strong man will fling you in his hand in combat (1 ms. has instead: for strength). Young u stone, your brothers will heap you up like flour. You will lift your hand against your offspring, sink your teeth into their corpses. You, young man, though you may cry out, will end as ....... Like a great wild bull killed by many people, be divided into portions. U stone, you will be hounded from the battlefield with clubs, like a dog chased by shepherd boys. Because I am the Lord: since cornelian is polished by you, you shall be called by its name. And now, according to the destiny fixed by Ninurta, henceforth when u stone touches it, there will be pierced cornelian. Let it be so."
In sostanza la 'pietra U' che dalla montagna si é elevata contro Ninurta ad ordine di Asag, viene portata via e condannata ad essere lavorata, prendendo il nome di Corniola.
Vale la pena ora analizzare alcuni dei nomi di queste pietre, che non vengono tradotti nel testo:
NA4.CU-U comunemente scritto NA4.SHU.U dove U è una forma alternativa di scrivere ‘dieci’. Il traslitterato esteso correttamente quindi è:
 
 
Che potrebbe significare: ‘pietra che controlla il / che ha la forza del 10, controllata dal 10’. Un riferimento al rango di Marduk / Asag (10)?
NA4.GA.SUR.RA è un nome composto da:
GA è un prefisso che significa ‘anche, e poi’, SUR è un termine dai molteplici significati tra cui ‘circondare, legare, delimitare, dividere’ e RA ha i significati di ‘colpire, lacerare, uccidere, accoltellare, inondare, misurare, gettare via’. Il significato di ga.sur.ra quindi potrebbe essere: ‘pietra che circonda/lega/delimita e lacera, uccide, getta via’.
NA4.SAG.KAL composta da SAG che significa ‘principale, che guida’, ma anche ‘che disperde’, e KAL che significa ‘forte, forza’. Il Sagkal quindi è la ‘pietra forte / pietra principale che disperde’.
Il nome della NA4.GUL.GUL è abbastanza evidente: GUL significa ‘distruggere, demolire, far cadere a pezzi, ostruire’. Il fatto che la desinenza sia raddoppiata significa un rafforzativo o l’ uso del termine in due significati. Gul.gul quindi è la ‘pietra che ostruisce e che distrugge’.
La NA4.ESI è la ‘pietra forte’, con ESI derivante da ESIG che significa ‘forte, resistente, buona’.
La NA4.GISH.NU.GAL ha un nome composto da GISH che significa ‘manufatto, attrezzo’, NU che significa ‘immagine, somiglianza, luce, fuoco’, e GAL che significa ‘grande, abbondante, potente’. Può essere quindi la ‘pietra della grande luce, del grande/potente fuoco’.
I nomi delle altre pietre son tutti riconducibili a funzioni difensive o di offesa, come se queste pietre fossero in grado di produrre qualche effetto in supporto di Marduk / Asag nella sua lotta contro Ninurta. Del resto in ogni ‘attribuzione di funzione’ da parte di Ninurta a queste pietre, egli stesso accusa ogni pietra di aver aiutato Asag, e di essersi elevate contro di lui.
Il poema dunque continua con Ninurta che rimuove queste pietre dalla ‘montagna’, ritorna nelle sue terre da suo padre Enlil, e riceve i saluti gioiosi degli altri Anunnaki. E’ importante notare che in questo punto del testo, quando si elogia Ninurta, vengono usati due versi che permettono ancora di identificare Asag come un personaggio enkita. Il primo è:
a.sag mu.un.ug.ga.ac […] ga.ac ucum ceg
che significa ‘hai sconfitto Asag […] il serpente ruggente’
Il secondo verso è:
en.ki nin.ki.ene sag nu.un.da.ga.ga
che significa ‘Enki e Ninki non ti tengono testa’ (nel senso di ‘affrontare’).
Questo riferimento a Enki e Damkina/Ninki e al ‘serpente’, uniti ai già visti riferimenti al 10 (il rango di Marduk) e al fatto che la ‘fortezza’ di Asag era una opera artificiale altissima e paragonabile a una montagna, lontana da Sumer, e oltre la ‘montagna principale’ (Monte Santa Caterina) possono farci pensare con un buon margine di certezza che Asag sia proprio Marduk. Finora ho basato l’ identificazione di Asag con Marduk solo sui dati provenienti da questo mito; l’ ho fatto volutamente per far notare che, all’ occhio di chi si limita all’ analisi dei singoli miti, a volte le identificazioni degli dei non sono chiare. Le mie considerazioni possono essere prese solo come tali, e possono non essere condivise. Se ciò è una liberissima scelta dovuta alla sola analisi di questo testo, non è assolutamente giustificata nel caso avessimo un altro testo che identifica chiaramente Asag. Ebbene questo testo è l’ Enuma Elish.
La VII tavoletta infatti, nell’ elencare i 50 nomi divini assegnati a Marduk, recita:
“Tutu as Zi-azag thirdly they named, the Bringer of Purification
[…]
Tutu as Aga-azag may mankind fourthly magnify!
The Lord of the Pure Incantation"
Azag nel mito che abbiamo appena analizzato è la contrazione del Zi.A.Zag e dell’ Aga.A.Zag dell’ Enuma Elish.
I passaggi finora visti non ci permettono solo di identificare Asag, ma anche di dedurre che la ‘montagna’ dove avviene la guerra sia una delle piramidi di Giza.
Per ora prendiamo questa seconda deduzione solo come una ‘proposta’, che più avanti verificheremo, e torniamo per un attimo alle famose ‘pietre’ che aiutarono Marduk. Dobbiamo fare un salto da questo lungo testo ad un altro molto più lungo ma del quale ci interessa in modo particolare un passaggio: quello che descrive una costruzione legata a Ningishzidda. Questa costruzione, nel testo, è collocata a Gishbanda, una località che gli studiosi propongono essere nella zona sudoccidentale di Sumer, ma che non è mai stata ritrovata. Così come non è mai stato ritrovato, in tutta Sumer, nessun tempio dedicato a Ningishzidda. C’ è traccia di lui e del suo culto in varie città, in steli e vasi votivi dedicatigli da vari governatori (Gudea il più famoso), ma non di una città o di un tempio dedicati prettamente a lui. Vediamo il passaggio in questione, nella versione traslitterata originale, e poi confrontiamo la traduzione ‘ortodossa’ interpretativa con quella ‘letterale’:
Originale sumero:
187.           ki ul kur sig galam-e jar-ra
188.          itima ki huc cag4-tum2-ma ri-a
189.          su zig3 a-ra2 mah lu2 nu-pad3-de3
190.          jic-ban3-daki si-jar igi-te-en gana2 ki gal jiri3 nu-ed3
191.          bar gi4-a nim-ma jices2-ad-gin7 rib-ba
192.          cag4-zu ki ud e3 nam-he2 dajal cum2-mu
193.          nun-zu nun cu sikil gid2 kug an-na-ke4
194.          siki ul he-nun bar-ra jal2-la en dnin-jic-zid-da
195.          dnin-jic-zid-da-ke4 jic-ban3-daki
196.          muc3-za e2 bi2-in-gub barag-za dur2 bi2-in-jar
197.          10 e2 dnin-jic-zid-da jic-ban3-daki-a
Traduzione interpretata:
187-196. O primeval place, deep mountain founded in an artful fashion, shrine, terrifying place lying in a pasture, a dread whose lofty ways none can fathom, Jicbanda, neck-stock, meshed net, shackles of the great underworld from which none can escape, your exterior is raised up, prominent like a snare, your interior is where the sun rises, endowed with wide-spreading plenty. Your prince is the prince who stretches out his pure hand, the holy one of heaven, with luxuriant and abundant hair hanging at his back, Lord Ninjiczida. Ninjiczida has erected a house in your precinct, O Jicbanda, and taken his seat upon your dais.
197. 10 lines: the house of Ninjiczida in Jicbanda.
Traduzione letterale:
187-196. Oh luogo innalzato (piazzato) in antichi tempi, costruito in sapiente maniera, dalla camera silente (itima = camera silenziosa, cella) che dirige/proietta il rossastro, giaci in una radura (huc cag4-tum2-ma ri-a = da un prato dirigi il rossastro), innalzi le tue vie meravigliose che nessuno può scorgere (trovare), Gishbanda, da dove ti erigi in alto da una maglia che controlla e connette (stabilisce), da cui fuoriesce e ritorna nel tuo cuore la luce del giorno (luce del sole), il tuo principe ha le mani splendenti e pure come il cielo (verso il cielo), i suoi capelli giaciono abbondanti sulla schiena: Ningishzidda di Gishbanda. Il fondo (della struttura) giace in una piattaforma rialzata (muc3-za e2 bi2-in-gub barag-za dur2 bi2-in-jar = la casa giace in groppa a una pedana piatta).
197. Gishbanda casa del 10: Ningishzidda.
Come ci aiuta questo testo? Si tratta del testo che maggiormente lega la Grande Piramide con Sumer. Ne viene infatti descritta una struttura altissima, costruita in tempi antichi su una piattaforma rialzata, nei pressi di una radura, contenente almeno una stanza nascosta o chiusa. Sono tutte caratteristiche della grande piramide (il particolare della radura non deve stupire, infatti è scientificamente mostrato che fino a circa 8.000 anni fa l’ Egitto non era desertico come è attualmente, e Sitchin – supportato da scienziati come il geologo Schoch – fa risalire la costruzione della piramide a 12.000 anni fa). Questo testo ci informa anche della funzionalità di questa costruzione: emetteva un raggio rossastro, ed era capace di ‘controllare e connettere’. Sono questi particolari che si collegano alla guerra della piramide appena esaminata, infatti la pietra NA4.CU.U, come visto, è la ‘pietra controllata’ o la ‘pietra che controlla’. Asag durante la battaglia usa dei ‘raggi’ per contrastare l’ offensiva aerea di Ninurta. L’ ipotesi di Sitchin, da me convalidata, è che le pietre di Asag/Marduk fossero delle specie di cristalli o di armi capaci di emettere raggi o radiazioni, che fossero contenute in una delle stanze della grande piramide e nelle nicchie presenti sia nelle stanze che nella grande galleria. Da questa costruzione Marduk affrontava Ninurta, uscendone però poi sconfitto. Questa vittoria di Ninurta su Marduk viene rappresentata in un sigillo che Sitchin riporta in uno dei suoi libri, in forma di disegno:
 
Articolo di Alessandro Demontis


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