Cerca nel blog

venerdì 19 giugno 2015

La colonna di Ashoka

A Delhi, india, esiste una sorprendente colonna di ferro che, nonostante siano passati almeno 15 secoli dalla sua realizzazione, non presenta segni di ruggine ed è così impenetrabile alla corrosione che la tecnologia moderna non riesce ad eguagliarne la struttura.
 
 
 
La cosiddetta Colonna di Ferro (o Colonna di Ashoka), situata a Delhi (in India), è una colonna in ferro alta 7 metri e 21 centimetri , dal peso di 6 tonnellate e con un diametro di 41 centimetri.
La colonna risale almeno al 423 d.C. e non presenta ruggine nonostante sia rimasta esposta per 1600 anni al clima monsonico.Probabilmente venne eretta da Chandragupta II Vikramaditya (375 d.C. – 414 d.C.) , durante l’impero Gupta che regnò sull’India settentrionale fra il IV e il VI secolo.
La colonna in origine si trovava in un luogo denominato Vishnupadagiri (collina dell’impronta di Visnu). Durante l’impero Gupta, Vishnupadagiri era un centro di studi astronomici, dato che la collina si trovava sul tropico del Cancro. La colonna proiettava un’ombra, che al solstizio d’estate (21 giugno) cadeva nella direzione del piede di Anantasayain Vishnu. Successivamente, quando Qutb-ud-din Aibak distrusse i templi preesistenti per erigere il Qutb Minar e la moschea Quwwat-ul-Islam, la Colonna di Ashoka venne lasciata intatta, e la moschea fu sviluppata intorno ad essa. Sulla colonna vi è un’iscrizione secondo la quale essa venne costruita in onore di Vishnu e in memoria del re Chandragupta II.

Data la sua particolare resistenza alla ruggine e alla corrosione, la Colonna di Ashoka è oggetto di interesse di numerosi studiosi. Inoltre, le sue peculiari caratteristiche, ha spinto molti a considerarla come un OOPArt, cioè un oggetto inspiegabile nel suo contesto storico originario. Perchè?

Come rivela uno studio eseguito dal professor A.G. Gupta, direttore del Dipartimento di Scienze Applicate e Filosofia presso l’Istituto di Tecnologia e Management dell’India, il pilastro è realizzato con ferro puro al 99,72 per cento.Per farsi un’idea, il ferro ottenuto in epoca moderna è ottenuto con una purezza del 99-99,8 per cento, e contiene manganese e zolfo due ingredienti assenti nel pilastro. La colonna, inoltre, è rivestita da un patina di ossido protettivo, rendendola diversa da qualsiasi altra cosa prodotta oggi.Grazie alla sua particolare composizione, la colonna è sopravvissuta intatta per più 1500 anni esposta agli agenti atmosferici, senza mostrare il minimo segno di ossidazione o corrosione.Le analisi di esperti dell’Istituto Indiano di Tecnologia, guidati dal professor R. Balasubramaniam, hanno dimostrato che si tratta di una particolare proprietà del metallo di cui è fatta, un ferro molto puro, con una percentuale insolitamente elevata di fosforo dovuta a una particolare tecnica di fusione realizzata dagli artigiani del tempo.Il fosforo col tempo avrebbe favorito la formazione per catalisi di uno strato protettivo sulla superficie della colonna, un composto di ferro, ossigeno e idrogeno spesso 5 centesimi di millimetro in grado di proteggere il ferro dolce dall’aggressione dell’atmosfera.Uno studio realizzato da John Rowlett rivela che il pilastro è stato realizzato almeno 400 anni prima della creazione della più grande fonderia conosciuta nel mondo antico e che avrebbe potuto realizzare la colonna.

Il popolo indiano fece uso dei metalli già nell'età del rame come testimoniano numerosi attrezzi rinvenuti, e divennero provetti artigiani e specializzati nella metallurgia. Fra il 2.500 e il 4.000 a.C. venivano usati comunemente oro, argento rame bronzo e ferro. Furono i primi a produrre zinco per uso commerciale.Si racconta che venne forgiato un acciaio leggendario superiore anche a quello prodotto oggi, ma la tecnologia per produrlo sembra andata perduta nel tempo. Molti avrebbero cercato di riprodurlo senza esito.La colonna di ferro di Delhi misura sette metri di altezza, 42 centimetri di diametro alla base e 32 alla sua sommità, pesa circa sei tonnellate. Viene considerata antica di quattromila anni, ma gli ornamenti sul suo apice ne determinano un età di 1500. Non fu quindi eretta dal Re Ashoka, dal quale prese il nome, ma probabilmente dall'imperatore Candragupta II che regnó dal 380 al 413.Rimane comunque il mistero che la circonda. Nonostante il clima umido e i monsoni che caratterizzano il clima dell'India, il ferro del pilastro non presenta tracce di ossidazione. Le analisi compiute dimostrano che non si tratta di ferro puro; la colonna contiene carbonio, fosforo, silicio, rame, nichel e uno strato esterno costituito dall'80 % di ossidi di ferro.A tutt'oggi la nostra tecnologia non é capace di produrre ferro inalterabile nel tempo, se non in piccolissime quantità e a costi elevatissimi.Si parla di procedimenti tecnologici extraterrestri andati perduti; come sempre é la conclusione adottata quando non siamo in grado di fornire spiegazioni a fenomeni misteriosi.


Gli esperti dell'Istituto Indiano di Tecnologia (ITT) hanno dichiarato di aver finalmente risolto il mistero che si celava nel pilastro di ferro di Delhi. La colonna di metallo purissimo risale verosimilmente a circa 1600 anni fa. Il pilastro, nonostante l'antichità, non si é mai corroso, a dispetto del clima severo della capitale indiana.I metallurgisti dell'ITT di Kanpur hanno scoperto che un sottile strato di misawite, un composto costituito da ferro, ossigeno ed idrogeno, ha protetto la straordinaria colonna dalla ruggine e dalla corrosione degli agenti atmosferici. La patina protettiva ha cominciato a formarsi all'incirca tre anni dopo la fusione del pilastro e, da allora, ha continuato ad incrementarsi. Secondo R. Balasubramanian dell'ITT, dopo ben 1600 anni, ha raggiunto lo spessore di un ventesimo di millimetro. In un rapporto, pubblicato dalla rivista scientifica 'Current Science', lo studioso sostiene che la misawite si é formata cataliticamente, grazie alla presenza di una grande quantità di fosforo nel ferro, nell'ordine dell'1% contro lo 0,05% del ferro moderno. L'alto contenuto di fosforo é il risultato del peculiare processo di estrazione del ferro, usato dagli antichi indiani, che trasformava il minerale di ferro in acciaio, attraverso un unico passaggio, ovvero mescolandolo con della carbonella. Le moderne fornaci, invece, impiegano il calcare al posto della carbonella e, con un processo di separazione, dividono le scorie fuse dalla ghisa, che viene poi trasformata in acciaio. Nel processo moderno, la maggior parte del fosforo viene eliminata con le scorie.Il pilastro, alto piú di 7 metri e del peso di piú di 6 tonnellate, fu eretto da Kumara Gupta della dinastia omonima che governó l'India settentrionale nel 320-540 d.C.
Fonti: (ilnavigatorecurioso) (Terralab)    

Nessun commento:

Posta un commento