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mercoledì 13 maggio 2015

Il parallelismo tra il Medio Oriente e la Grecia classica

Nella mitologia di vari popoli mediorientali esiste il persistente ricordo di 7 città considerate luogo di abitazione di altrettante divinità – o semidivinità – appartenenti ai tempi dell’inizio. Volendo dare credito – come penso sia corretto fare –  ai racconti sumeri e considerare che tutto ebbe origine nel territorio delle mezzaluna fertile non possiamo non prendere in  considerazione una coincidenza di un certo rilievo.Secondo talune ipotesi l’Eden sumero e biblico vanno collocati nella zona del monte Ermon: luogo scelto dagli Anunnaki/Elohìm come loro dimora privilegiata in cui identificarono  un territorio da recintare e proteggere (“Gan” per gli Ebrei, “Khar o Ghar” per i Sumeri) e dal quale dirigere le operazioni sul pianeta terra.Tra le varie attività era particolarmente significativa la diffusione dell’agricoltura necessaria alla formazione di una società stabile di residenti sia ‘divini’(cioè loro stessi) che umani (gli adàm biblici).Da questo centro unico (Kharsag-Eden) i comandanti si sarebbero poi spostati suddividendo il territorio circostante tra i componenti del loro Consiglio supremo. Da questa decisone sarebbero sorte le altre 6 città, o centri di comando, di cui dicevamo  in apertura e che possono essere identificate in: Gerico, Baalbeck, Ebla (tutte in medio oriente), Catal Huyuk (nell’attuale Turchia), On (divenuta poi Eliopolis in Egitto) ed infine l’Olimpo (in Grecia) sede di una vera e propria dinastia di divinità.Lasciamo per il momento le altre località e rimaniamo in Grecia per ricordare l’antico nome di Acaia (A-KEE-A): identifica una regione che si trova nel Peloponneso ma è anche sinonimo di tutta la Grecia; si pone all’origine del nome e del popolo degli Achei.L’Acaia vera  e propria era un territorio montuoso, percorso da torrenti talvolta anche impetuosi e che è stato da sempre coperto da foreste in alto e destinato a coltivazioni come la vite (pianta cara agli ‘dèi’) più in basso.Questo nome trova una straordinaria assonanza con il sumero-accadico A-KI-A (luogo in cui c’è acqua) e il cui toponimo si trova ancora nel distretto libanese in cui abbiamo collocato l’Eden sumero-biblico e dunque la possibile origine del tutto.
Alle falde del monte Ermon esiste infatti l’antico sito di Deir el Aachayer, posto ad una altitudine di 1300 metri ed avente le caratteristiche che gli antichi signori venuti dall’alto cercavano sempre per le loro installazioni.L’antica Grecia è uno dei luoghi in cui le ‘divinità’ primigenie sono state particolarmente attive e l’Acaia si presenta quindi come un possibile richiamo alla loro originaria zona di installazione sul pianeta.La Grecia (con l’Olimpo) è infatti uno dei sette centri di colonizzazione datati ad un periodo complessivo che va dagli 8000 ai 6000 anni avanti Cristo.
Quando si va a ritroso nel tempo pare proprio che i racconti degli uomini ed i toponimi si riferiscano alla stessa storia, narrata ovviamente con gli strumenti linguistici e concettuali delle singole culture.
Se teniamo conto dei racconti di Esiodo, delle dinastie divine ricostruite da Apollodoro di Atene nel suo trattato sugli ‘dèi’e delle vicende omeriche che coinvolgono sempre i gli stessi cosiddeti ‘dèi’, non possiamo fare a meno di cogliere la suggestione suscitata dalle corrispondenze e cedere allo stimolo che spinge ad effettuare ulteriori ricerche.
 
Articolo di Mauro Biglino
 


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