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domenica 17 maggio 2015

GIOCHI DI PAROLE NEI NOMI SUMERI

Già diverse volte nei miei articoli ho fatto notare come la lingua sumera si presti a una serie di giochi di parole che sfocia, in determinati casi, nella impossibilità di stabilire l' esatto significato di un nome o termine. Questa caratteristica della lingua sumera ha più volte mandato in errore i traduttori i quali, a seconda dei concetti che legavano a questo o quel nome, preferivano una traduzione a un' altra senza giustificazione, e senza evidenziare tutte le altre possibili. Ho citato alcuni esempi, tra i quali il termine LUGAL e il nome NINGISHZIDDA. Il primo, derivante dall' unione di LU2 + GAL, anzi che essere scritto e tradotto come LU2GAL, perde il numerale di omofonia ottenendo appunto LUGAL il quale, però, non differisce molto di significato da quella che dovrebbe essere la forma corretta. Nel caso di NINGISHZIDDA invece, i significati sono molto diversi.
Traslitterato in genere NIN.(N)GISH.ZID.DA, viene tradotto almeno in 3 modi: 'signore del giusto albero', 'signore che fa crescere gli alberi in maniera corretta', e 'signore del fedele attrezzo'. Il glifo per GISH però si legge anche IZI e significa fuoco, dunque potremmo avere 'signore del giusto fuoco'. ZID é stato traslitterato in questa maniera reputando che il glifo ZI, anteposto a quello per DA, aggiunga la dupplicazione della D. ZID dunque é 'giusto – fedele', ma il glifo corretto, ZI, significa 'respiro della vita – vita'. Dunque abbiamo 'signore dell' albero della vita' se traduciamo GISH come 'albero', o 'signore del fuoco della vita' se avvalliamo 'fuoco' per IZI.Senza dilungarmi troppo su questi termini, in questo articolo voglio prendere in esame vari altri casi di giochi di parole e curiosità linguistiche, per mostrare come possano, fino a un certo punto, stravolgere i concetti che generalmente ci arrivano dagli studiosi della cultura sumera. Prenderò in esame nomi di divinità, di eroi, e di re, sia sumeri che accadici, o meglio, nelle versioni sia sumere che accadiche (in prevalenza assire-babilonesi) dei loro nomi.
Vorrei iniziare con il nome del dio ENLIL.

Il nome di questo dio, nella forma che abbiamo appena visto, veniva scritto con i glifi di EN + LIL2 che hanno il significato di 'signore' + 'spirito – vento'.
 
 
Questa traslitterazione ci é confermata dall' ETCSL in tutti i miti riguardanti Enlil, per esempio nella riga 10 del testo 'Enlil e Ninlil' che legge: den-lil2 ngurush tur-bi na-nam.Enlil é infatti il 'signore del vento'. Alternativamente troviamo, per esempio nella versione trattata da Stephen Langdon del 'Liturgical Hymn concerning Ur-Engur', la scrittura EN.LIL.Secondo il 'Sumerian Glossary' di Daniel Foxvog, LIL significa 'stupido'.Il testo, con numero di catalogo 4560, contiene alla riga 6 della colonna III il cuneiforme:
 
traslitterato: en-lil kur-ra-ra
 
Ma in questa resa cuneiforme – traslitterato ci sono da notare 2 cose: il glifo per LIL é diverso sia da quello di LIL2 (vento – aria) che da quello per LIL (stupido).
I due glifi per LIL e LIL2 (dalla lista 'Akkadian cuneiform sign list' di Karel Piska) sono paragonati qui sotto:
 
 
 
inoltre il glifo che rende il secodo RA é uguale a quello identificato con LIL, e diverso dal RA classico, riportato qui sotto:
 
Stando al solo traslitterato, dunque, Enlil é il 'signore del vento' o il 'signore degli stupidi – stupido signore'?
Possiamo renderci conto quindi che il solo traslitterato non ci permette di stabilire i significati di nomi e in generale di termini sumeri.Notiamo un' altra cosa: il glifo per LIL2 si legge anche KID, che ha il significato di 'terra'. Questo curioso significato ci riposta alora a pensare: Enlil era il 'signore della terra'? Lo studioso C.J.Ball, nel suo trattato 'Sumerian and Chinese' scrive:
 
LIL is also 'the earth or land', as the realm of the god Bel, EN-LIL, ' the Lord of Earth'.
 
Ed in effetti Enlil per i sumeri era il reggente sulla terra, pur se 'Signore della terra' era il significato letterale del nome di EN.KI, fratellastro di Enlil.
Ma EN.KI é reso con un altro glifo per indicare la 'terra':
 
Insomma questo titolo di 'signore della terra' viene diviso tra i due fratellastri, con un gioco di parole che ha dello stupefacente.Possiamo scegliere per Enlil il significato che più ci aggrada, e bisogna segnalare che nei testi questo nome viene reso anche quando la traslitterazione dei glifi non é quella vista nei casi citati. Lo stesso Langdon, nel trattare il testo 'Liturgy to Enlil' (numero di catalogo VAT 1334 + 1341) traslittera e traduce la riga 6:
d-mu-ul-lil-li urh-na e-en-zal-a-ri
Enlil his city illuminates
 

corrispondente al cuneiforme seguente:
 
 
Il nome di Enlil veniva reso dunque con molteplici versioni cuneiformi ognuna di differente significato e forma.

Cambiamo nome, ed esaminamo il caso di MARDUK.
Questo nome, che compare in epoca accadica, é generalmente traslitterato AMAR.UD, che é la resa fonetica del cuneiforme che più spesso descrive il nome del principale dio di Babilonia. Questa sequenza di glifi é attestata in moltissimi testi arrivati fino a noi, per esempio nel testo 'serie A – cuneiform texts of the Babylonian Expedition of the University of Pennsylvania', che nella 'sign list' riporta:
            
 

Il nome, qui reso nella sua forma classica, é appunto composto dai glifi D.AMAR.UD Il significato di questi glifi é 'giovane toro del sole', con UD = UTU (sole) che corrisponde anche al nome sumero del dio Shamash. Ma come vediamo qui di seguito:

 
 il glifo per UD si leggeva anche ZALAG, con il significato di 'splendente', e nel mito 'Le conquiste di Ninurta' il figlio di Enlil combatte contro un personaggio di nome AZAG che in un mio precedente articolo (vedi: la guerra tra Ninurta e Marduk) ho identificato proprio con Marduk. Bene in questo lungo testo dedicato a Ninurta, una volta sconfitto, Azag viene chiamato 'ZALAG', come leggiamo nelle righe 327-328:

Da oggi in poi, non si dica più 'Asag': il suo nome sarà 'pietra'. Il suo nome sarà 'pietra ZALAG'.”

Guardiamo ora il glifo per AMAR.
Nel suo lavoro 'A workbook of Cuneiform Signs' il sumerologo Daniel Snell riporta:
 
Questo segno, oltre che AMAR, si leggeva anche ZUR, come vediamo nel già citato lavoro di Karel Piska:
 
 
questa equivalenza ci é segnalata già nel 1908 da J.D.Prince, professore di lingue semitiche della Columbia University di New York, nel suo 'Material for a Sumerian Lexicon':
 
Dunque il nome MARDUK come dobbiamo leggerlo? AMAR.UD come 'vitelo del sole'? Oppure AMAR.ZALAG come 'vitello splendente', o ancora ZUR.UD come 'preghiera / offerta al sole', oppure ZUR.ZALAG come 'preghiera splendente'?
Insomma i significati sono molteplici perchè ogni glifo ha almeno 2 traslitterazioni con significati diversi.
Del nome di questo dio però abbiamo altre tracce... l' orientalista russo Zecharia Sitchin suddivide il nome in MARU.DU.KU o MERI.DU.KU o MERI.DUG.KU traducendo 'Figlio del puro tumulo'.Ebbene dal lavoro “Chaldea – from the earliest times to the rise of Assyria” di Z. Ragozin, leggiamo che il figlio di Enki e Damkina si chiamava MERIDUG:
 
But, as though bethinking themselves that Êa was a being too mighty and exalted to be lightly addressed and often disturbed, the Shumiro-Accads imagined a beneficent spirit, Meridug (more correctly Mirri-Dugga), called son of Êa and Damkina, (a name of Earth).”
 
Che questo nome sia intercambiabile con quello di Marduk ci viene testimoniato nello stesso testo, ove si citano i nomi delle 12 divinità del pantheon babilonese:
 
(it)is very sufficiently represented by the so-called "twelve great gods," who were universally acknowledged to be at its head, and of whom we will here repeat the names: Anu, Êa and Bel, Sin, Shamash and Ramân, Nin-dar, Maruduk, Nergal, Nebo, Belit and Ishtar”
 
Il nome MIRRI.DUGGA però ha un significato molto diverso da AMAR.UD, infatti DUGGA é legato al DUG3 – DU10 reso da Halloran in:
 
Abbandoniamo Marduk per andare ad esaminare un' altra divinità, il sumero ISH.KUR, corrispondente all' hurrita ADAD/TESHUB e all' assiro-babilonese RAMMAN.Il nome sumero, effettivamente traslitterato ISHKUR dal significato 'Signore della montagna', veniva scritto però in cuneiforme con il glifo che si legge IM:
 
 
come confermato anche dalla tavola K.3558 conservata al British Museum:
 
 
Secondo Daniel Foxvog, il termine IM corrispondente a TU15 significa 'Vento', e IM.A indica la 'tempesta'. Infatti Ishkur era il 'dio delle tempeste', pur se il nome così traslitterato significava 'Signore delle montagne'.
Una curiosità: nella storia di Giacobbe, quando egli lotta contro l' angelo e lo batte, assumendo dunque il nome 'Israele', il campo dove avviene questa lotta viene chiamato (genesi 32,2) 'Campo del Signore' o 'Campo delle legioni del cielo'. Ma il termine esatto é MAHANNA.IM, con IM appunto il nome del 'signore delle tempeste' Ishkur. Dunque il nome esatto del luogo dovrebbe essere 'Campo del Signore delle tempeste'. Ricordiamoci infatti che Giacobbe era di discendenza sumerica - accadica, e che la lingua ebraica, all' epoca della vicenda (1800 a.C. circa) non esisteva ancora in quanto tale. Questo particolare si aggiunge ai tanti altri (vedi: 'la nascita di Yahweh' e 'Il Yahweh pre-esodo') grazie ai quali ho identificato Yahweh in Ishkur. Vorrei chiudere parlando dell' eroe dell' Epopea di Gilgamesh, il personaggio chiamato col nome di ENKIDU, mettendolo in relazione ai nomi di alcuni re assiri. Il suo nome, scritto EN.KI.DUG, viene tradotto con 'fatto / creato da Enki' ove Enki é il fratellastro di Enlil. Ma il nome viene traslitterato EN.KI.DUG3 o EN.KI.DU10, come leggiamo dalla versione disponibile nel catalogo ETCSL del mito 'Gilgamesh, Enkidu, e il mondo di sotto':
 
arad-da-ni en-ki-du10-e
 
quindi il significato sarebbe 'la gioia di Enki' dai significati di DU10 visti poco sopra. Allora perchè 'Fatto da Enki'? La versione del mito tradotta con i nomi assiri e non sumeri ci dice che l' eroe era chiamato EA.BANI, come attestato in moltissimi punti del già citato lavoro di Ragozin. Per esempio consideriamo il passaggio:
 
Famoso sei tu, Êabâni, proprio come un dio”
 
Il nome Êabâni é diviso esattamente in E2.A.bâni contenente lo stesso bâni, derivante da BANU, che compone il nome del re Asshur-bâni-apli, il cui nome viene tradotto 'Asshur ha generato / creato un erede', oppure più teoforicamente 'figlio generato da Asshur'.
 
 
Con questa radice i re si attribuivano origine semidivina, un' usanza iniziata da Enlil-bani (En.Lil2.bâni) nel XVIII secolo a.C. e continuata da Bel-bani (Bel.bâni) nel XVII secolo.
Il bâni assiro somiglia molto, come utilizzo, alla radice egiziana MSS incorporata da alcuni faraoni nel proprio nome, per esempio Ahmoses (ah-mss) Tutmoses (tehuti-mss) con lo stesso scopo di attribuirsi origine divina.
Ma cosa notiamo in questa analisi? Che il BANI col significato di 'creato' o 'generato' corrisponde a DU3, non DUG3/DU10. Ritorniamo quindi a EN.KI.DU10 dell' ETCSL per evidenziare che in effetti lo scritto potrebbe essere anche EN.KI.DU3. Dunque 'la gioia di Enki', o 'creato da Enki'? A voi la scelta.
 
Articolo di Alessandro Demontis
 


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